Caso Metanoia, la maggioranza: «Tanto rumore per nulla. Ora si chieda scusa»

La durissima nota dopo il consiglio comunale: «Il tentativo di montare un caso inesistente per provare a sporcare l’immagine della Giunta Comunale rappresenta un precedente che non sarà dimenticato»

Nota delle forza di maggioranza in Consiglio Comunale
(riceviamo e pubblichiamo)

PERUGIA – «Nei giorni scorsi ci è capitato di leggere più volte sui giornali che, in occasione del Consiglio comunale di ieri, le forze di minoranza avrebbero dato vita ad un dibattito così intenso e vivace tale da arrivare a ridefinire perfino ‘i rapporti tra maggioranza e opposizione’. Dopo la raffica di comunicati stampa, d’interrogazioni e atti di sindacato ispettivo, che per mesi hanno evocato termini come dossier, interessi, sospetti e presunti conflitti di interesse sul caso Metanoia, ci aspettavamo qualcosa che assomigliasse ad un confronto degno di un nuovo Watergate. Ma ciò non è accaduto. E per fortuna, dato che il rischio di scadere nel ridicolo era davvero dietro l’angolo.

Più mestamente l’opposizione, nella persona della consigliera Calzoni, ha letto in aula la propria risoluzione. Due interventi di circostanza e via con la morale della consigliera Scoccia che raccomanda a tutti che questo genere di fatti non devono mai più succedere. E poi, tutti a casa. O a fare la propria campagna elettorale per le regionali. Si sono spenti cosi i fari su una vicenda che deve comunque far riflettere. Il tentativo di montare un caso inesistente per provare a sporcare l’immagine della Giunta Comunale, provare ad alzare ‘la pressione pubblica e politica’ come è stato scritto, rappresenta un precedente che non sarà dimenticato. Pensare che basti trattare la comunicazione politica come la cronaca giudiziaria, forzare la mano affinché le commissioni consiliari diventino il palcoscenico di un tribunale improvvisato dove si fa giustizia sommaria, non ha nulla a che vedere con la politica. Ma quando la politica non ha argomenti sufficienti spesso sceglie la scorciatoia della cultura del sospetto. E allora auspichiamo che questa vicenda possa almeno essere servita di lezione. Sprecare così tanto tempo, e altrettante energie e risorse pubbliche, solo per stare sui giornali, è davvero un fatto grave, tanto più se per mesi il solo obiettivo è stato quello di gettare discredito sugli amministratori e sui tecnici comunali. Forse porgere loro delle scuse pubbliche, e non solo in privato, sarebbe stato l’unico atto politico degno di una vera classe dirigente».

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