TERNI – Niente più contributi ai disabili gravi e scatta la protesta a Perugia e Terni. Stiamo parlando di un bonus mensile per i disabili gravi (500 euro per i minori e 300 per i maggiorenni) che da anni veniva erogato alle famiglie umbre con disabili gravi a carico. Parliamo di contributi economici mensili sottoposti a stretta rendicontazione e concordati con i servizi sociali. Un atto che ha dato un sospiro di sollievo alle 40.000 famiglie che ospitano persone non autosufficienti e previsto dal PRINA (Piano Regionale Integrato per la non Autosufficienza ). Quest’anno però il Consiglio Regionale dell’Umbria ha deciso di non approvare questo bonus scatenando le ire di genitori e associazioni.
E’ questo il motivo che ha spinto un gruppo di famiglie, insieme ai rappresentanti delle associazioni AFAD , AUCLA , UN VOLO PER ANNA , ANIU a decidere di scendre in piazza martedì 8 ottobre dalle ore 10 in poi per manifestare il loro dissenso a Perugia in Piazza Italia difronte al Consiglio Regionale. Nel frattempo la questione è sbarcata anche in Consiglio Comunale a Terni lunedì, con una interrogazione del gruppo PD anche se, come ha specificato la consigliere Proietti «l’Assessore Altamura non è responsabile di questa decisione».
«I caregiver – si legge in un comunicato stampa diffuso dalle associazioni che partecipano alla manifestazione- sono il pilastro del nostro welfare regionale. Per svolgere il loro essenziale compito a volte si avvalgono di badanti, educatori ed assistenti scelti formati e pagati con le poche risorse disponibili. Questo perché non sempre i servizi delle cooperative sono sufficienti ed adeguati. In Umbria ci sono 45000 percettori di indennità di accompagnento il cui importo supera di poco i 500 euro mensili, parliamo di persone fragili con bisogni complessi e impellenti .
Negare anche il bonus é un’azione che aggiunge ulteriori difficoltà ad una quotidianità fatta di fatica, angosce e privazioni. Tutto cio é disumano e cinico. Tutto ciò alla vigilia del tanto osannato G7 della disabilità? Chiediamo ai cittadini che hanno a cuore la sorte dei più deboli di affiancarci e sostenerci nelle nostre legittime rivendicazioni».


