Grandi superfici di vendita: vietate solo a parole

Sta per aprire un mega store a  Maratta  nonostante le promesse dell’assessora al Commercio

TERNI – «Siamo per il commercio di vicinato. Basta con le grandi e medie superfici di vendita che svotano il centro città». Per mesi l’assessora al commercio, Stefania Renzi, lo ha ripetuto come un mantra.

Una dichiarazione di intenti che ora viene rimangiata in un solo boccone. Lunedì mattina il consiglio comunale si accinge ad autorizzare, su proposta della giunta Bandecchi, un’altra mega area a Maratta. Oltre mille metri: un grandissimo King Sport. Ecco perché anche Cotogni saluta. L’ultima saracinesca, dopo Donati e Silvestrini. Non bastava Decathlon al PalaTerni, che già aveva dato un colpo durissimo al settore. Ora la giunta Bandecchi ha deciso di lasciare spazio ad un altro mega insediamento commerciale, per il quale è stato già completato l’iter autorizzatorio. Un palese controsenso, non solo rispetto alle dichiarazioni dell’assessora, ma anche rispetto agli strumenti di pianificazione come il QSV, che in teoria dovrebbe portare al rilancio degli esercizi di vicinato. Ma come è noto tra il dire e l’autorizzare c’è di mezzo il mare.  

La posizione di Confcommercio: « La desertificazione commerciale è in continua crescita anche nella nostra città: a livello nazionale, dal 2012 al 2023, hanno chiuso 111.000 esercizi commerciali in sede fissa e 27.000 attività ambulanti. Questo trend è il risultato di un processo di trasformazione strutturale, indotto da nuovi orientamenti e comportamenti di spesa dei consumatori, dal rallentamento della domanda per consumi da parte delle famiglie e dal proliferare delle medie e grandi superfici e degli acquisti online.

La Confcommercio sostiene, da tempo, che tale dinamica coinvolge  tutti i cittadini e non solo le singole attività.  La crisi dei negozi di vicinato rappresenta un tema di interesse generale per l’intera comunità, dato l’impatto generato in termini di sicurezza, decoro, qualità urbana, residenzialità e socialità.

Così come già rappresentato in fase di confronto con l’Amministrazione Comunale di Terni riguardo la rivisitazione dell’atto di programmazione comunale concernente le medie superfici di vendita, forte è la preoccupazione circa gli effetti che potrebbero determinarsi a seguito della proposta presentata, attualmente in fase di deliberazione in Consiglio Comunale.

Nelle aree già definite “critiche” quali ad esempio le zone industriali/artigianali, la proposta di modifica consentirebbe l’apertura di nuove medie superfici di vendita M2 (fino a 1500 mq) superando, mediante specifiche deroghe, le limitazioni precedenti che prevedevano autorizzazioni fino a M1 ovvero fino a 900 mq. 

In queste zone si riscontrerebbero aperture di attività dimensionalmente più grandi, una maggiore concentrazione di medie superfici superiori ed una conseguente ed ulteriore polarizzazione commerciale, con rilevanti effetti negativi per il commercio di prossimità.

Posto che la rivitalizzazione degli esercizi di prossimità rappresenta una azione amministrativa prioritaria ai fini della salvaguardia della qualità urbana del centro città e di molta parte delle periferie, e di questo ne abbiamo dato atto al Comune di Terni, scegliendo parimenti di consentire l’apertura di nuove medie superfici di vendita M2 in zone periurbane, con gli impatti negativi già esposti, si evidenzia  il palese ed inconciliabile contrasto tra i due obiettivi.

Ragione per cui, a nostro avviso, nelle cosiddette “aree critiche”necessita confermare i limiti vigenti per le nuove autorizzazioni di medie superfici di vendita, individuati sulla base di chiari motivi imperativi di interesse generale, così come previsti nell’atto di programmazione commerciale approvato lo scorso anno».

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