Il Liberati è sempre di più una fossa di leoni

Zuffa in consiglio comunale sullo stadio, che è sempre più un problema per la città

TERNI – Negli anni Settanta e Ottanta un grande impianto sportivo, l’emblema di una città in espansione. Uno stadio da oltre 40mila posti, utile non solo al calcio ma anche ai grandi concerti. Ora, il Libero Liberati, vecchio e malconcio, è un peso per le casse del Comune ed è sempre di più un terreno di scontro politico.

Mentre parte della città sogna il progetto clinica stadio, è sempre di più attuale il problema del Liberati che ha difficoltà ad ospitare gli eventi sportivi e che è del tutto incapace di accogliere concerti e manifestazioni. Ormai il Liberato è omologato per 12mila posti. Una cifra insufficiente per i grandi appuntamenti.

Lunedì 7 ottobre, in consiglio comunale, la bagarre è scoppiata proprio sull’utilizzo musicale di uno stadio che negli anni d’oro ha ospitato Vasco Rossi, Guccini e il Ricardo Fogli dei bei tempi.I consiglieri del gruppo Misto, Danilo Primieri e Roberta Trippini, hanno presentato un atto di indirizzo che chiede il ritorno della grade musica allo stadio.

Ma la  richiesta  ha mandato fuori di testa il sindaco Stefano Bandecchi. Il numero uno di Alternativa popolare è letteralmente esploso in aula,  sciorinando il suo repertorio di parolacce e invettive. Accusando i due consiglieri di voler fare i padroni a casa della ternana, che al momento ha in concessione lo stadio. Tra una parolaccia e l’altra è emerso che lo stadio è in condizioni pietose e che l’anno prossimo scadrà la certificazione sismica. Il Liberati, per avere un futuro ha bisogno di interventi da milioni di euro. Cifre elevate a tal punto che viene giudicato più economico il rifacimento in toto. E’ il piano stadio clinica, che torna all’ordine del giorno, se non altro come esigenza per non rischiare di rimanere senza un impianto sportivo certificato e collaudato.

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