F.C.
SPOLETO (Perugia) – «La nuova stagione teatrale di Spoleto segna un ulteriore crescita dell’offerta culturale della nostra città, grazie alla sensibilità e all’accuratezza del lavoro dal Teatro Stabile dell’Umbria. In questi anni la collaborazione con il direttore Nino Marino, che ha senza dubbio fortificato il ruolo dell’Umbria nell’alveo delle produzioni artistiche in ambito teatrale, ha permesso di dare vita a programmazioni di grande interesse e valore. Anche per questa stagione siamo certi che l’ottima risposta e partecipazione di pubblico saprà confermare la bontà del lavoro svolto fin qui», le parole di Andrea Sisti, sindaco di Spoleto, durante la presentazione della nuova stagione di prosa promossa dal teatro Stabile dell’Umbria.
«Il teatro come stimolo al confronto – il commendo di Danilo Chiodetti, assessore comunale alla valorizzazione delle culture – occasione per riflettere sui cambiamenti della società, interpretando il presente anche attraverso la forza intellettuale di autori che hanno fatto la storia dell’arte e della cultura, in Italia e all’estero. La programmazione della stagione teatrale è, come ogni anno, un percorso a tappe che ci consente di assaporare la bellezza della rappresentazione, di vivere la potenza delle emozioni, di ammirare attori e attrici, autori e registi al massimo delle loro capacità espressive. La città vive sempre con grande entusiasmo e trasporto questi appuntamenti, che rappresentano il centro attorno al quale si muove tutta la nostra programmazione artistica fino alla primavera. Abbiamo ormai una consuetudine meravigliosa: avere non solo i teatri pieni, ma vedere costantemente tra il pubblico tantissimi giovani sempre più innamorati del teatro».
«Disegnare una stagione teatrale per il teatro Nuovo Gian Carlo Menotti – ha asserito Nino Marino, direttore Tsu – è sempre l’occasione per mettere in connessione la storia di un teatro, la vita di un palcoscenico che ha ospitato i più grandi nomi del panorama nazionale e internazionale e la vita culturale di una città d’arte che, attraverso la Stagione invernale, crea importanti occasioni di cultura, socialità e incontro. È motivo di gioia per noi poter annunciare che il Menotti ospiterà le prove e il debutto di Lungo viaggio verso la notte di Eugene O’Neill, una delle produzioni più attese del teatro italiano, diretto e interpretato dal maestro Gabriele Lavia. Un’anteprima nazionale che mette ancora una volta Spoleto al centro della vita teatrale italiana».
Si inizia domenica 17 novembre alle 20.45 con l’eclettico autore e interprete Matthias Martelli in scena con il suo nuovo spettacolo “Eretici. Il fuoco degli spiriti liberi”, con cui intreccia le vite degli spiriti ribelli della storia raccontando come il loro coraggioso pensiero ardente abbia oltrepassato il tempo per sopravvivere ancora oggi. Sulla scena un attore e tre cantanti disegneranno, con i loro corpi e le loro voci, personaggi, epoche, storie, unendo tragico e comico, grottesco e poesia, per scoprire infine che gli eretici sono ancora fra noi.
Giovedì 5 dicembre alle 20.45 riparte da Spoleto la tournée dello spettacolo di Ferzan Ozpetek che torna a teatro con il nuovo adattamento scenico di uno dei suoi successi cinematografici: “Magnifica presenza”. Il regista, tra i più amati del cinema, prosegue così il percorso inaugurato con “Mine vaganti”, e fa rivivere in teatro uno dei suoi film cult portando con sé in questa avventura una compagnia di attori esplosivi che saranno i protagonisti di questa commedia tra illusione e realtà, sogno e verità, amore e cinismo, cinema, teatro e incanto.
Lunedì 30 dicembre alle 20.45 è la volta degli Oblivion che, incantati dal richiamo suadente del Metaverso, si proiettano nello spazio-tempo con un nuovo spettacolo interamente dedicato alla contemporaneità: “Tuttorial”, una vera e propria guida per autostoppisti moderni adatta a tutti: Boomer, Millennials, gen. Z, gen. Alpha, Neanderthal.
L’anno nuovo si apre lunedì 13 gennaio alle 20.45 con Ambra Angiolini, diretta da Giorgio Gallione, protagonista dell’adattamento teatrale dello struggente libro di Viola Ardone “Oliva Denaro: una storia di coraggio”, emancipazione e coscienza di sé. «Un romanzo di formazione che trasuda teatro – spiega il regista – Una scrittura evocativa e profonda dove la voce della protagonista, delicata e rabbiosa, riesce a essere contemporaneamente racconto personale e collettivo».
Martedì 18 febbraio alle 20.45 Gabriele Lavia e la sua compagnia scelgono il Menotti per allestire e debuttare in anteprima nazionale con “Lungo viaggio verso la notte”, spettacolo tratto dall’opera capolavoro di Eugene O’Neill, Premio Pulitzer nel 1957. L’intera vicenda si svolge tra le pareti di una casa borghese e nell’arco di una sola notte, durante la quale i membri di una famiglia – su tutti il padre e la madre, interpretati da Lavia e Federica Di Martino – si accusano, si tormentano e precipitano se stessi oltre ogni canone d’umanità. Un viaggio verso un fallimento senza riscatto: in tutta l’opera di O’Neill le vite degli uomini non sono che una somma di tenerezza e di violenza, di amore e disprezzo, comprensione e rigetto, di famiglie e della loro rovina.

Venerdì 28 febbraio alle 20.45 si prosegue con Giorgio Marchesi, regista e interprete de “Il fu Mattia Pascal”, uno dei più celebri romanzi di Luigi Pirandello, per una versione teatrale energica, divertita e ironica. Scrivono i registi Marchesi e Simonetta Solder nelle note: «Abbiamo scelto di ambientare il testo lungo il ‘900 per assecondare la contemporaneità dei temi trattati nell’opera: il rapporto con la propria identità, ma anche la rinascita, dopo lo sconvolgimento delle nostre vite negli ultimi due anni».
E ancora, domenica 23 marzo alle 17 spazio alla grande danza con “L’uccello di fuoco / Bolero”: due importanti coreografi internazionali come Edouard Hue e Hervé Koubi, due composizioni musicali eccezionali per un programma unico, condotto con virtuosismo dall’eccellente Ballet de l’Opéra Grand Avignon. “L’uccello di fuoco” nella versione di Hue esplora un nuovo orizzonte coreografico, utilizzando la sua potente e singolare gestualità adattando quest’opera celebre in sintonia con il nostro tempo. Con la sua coreografia, Koubi intende portare la struttura di un “Bolero” che contrappone, frammenta, mette in tensione verso un incontro al di là dei generi; un Boléro che suona come un inno all’incontro attraverso la danza.

La stagione si chiude martedì primo aprile alle 20.45 con lo spettacolo “Arlecchino?” di Marco Baliani, regista e drammaturgo tra i più originali del panorama teatrale italiano, che riscrive in chiave contemporanea la maschera più celebre della Commedia dell’Arte per l’istrionico attore Andrea Pennacchi. «Un Arlecchino mai visto – spiega l’autore – che riunisce stilemi diversi, frammenti di cabaret, burlesque, avanspettacolo, commedia, dramma, un gran calderone ultra postmoderno che inanella via via pezzi di memoria della storia del teatro».


