TERNI – Inaugurata la “Grande opera”, la mostra di Arvedi Ast che accende i riflettori sul più imponente impianto di derivazione mai realizzato in Italia tra Ottocento e Novecento: il sistema di condotte, turbine per l’adduzione delle acque dal Velino fino alla trasformazione della potenza della Cascata in energia.
L’esposizione, aperta al pubblico fino al prossimo 23 ottobre, sintetizza gli elementi portanti del territorio: le acque con la magnificenza della Cascata delle Marmore; l’operosità, rappresentata dall’acciaio e dall’energia e la bellezza naturalistica delle gole della Valnerina.
Il percorso di visita parte dalla fondazione dell’acciaieria e dalla realizzazione del canale motore per poi concentrarsi sull’avvento dell’energia elettrica con la nascita e lo sviluppo delle centrali idroelettriche e la nazionalizzazione della produzione elettrica con il conseguente esproprio. Per arrivare infine ai giorni nostri: con un focus sull’attuale utilizzo dell’energia e dell’acqua nello stabilimento.
L’occasione, il 140esimo anniversario della fondazione delle acciaierie ternane. L’obiettivo, mantenere alta l’attenzione su un aspetto industriale determinante per Arvedi Ast: quello dell’approvvigionamento energetico.
«Così come alla fine dell’800 la questione energetica trovò soluzione con la “Grande Opera” – le parole dell’Ad, Dimitri Menecali – crediamo fermamente che oggi, con le moderne infrastrutture già esistenti e nel pieno delle esigenze legate alla modernizzazione ambientale, si possa individuare un assetto che ci consenta di competere sul mercato ad armi pari e di continuare ad assicurare benessere e prosperità al sistema locale e nazionale. È quello che spetta ad Ast, per il ruolo da protagonista che la storia le ha assegnato e per quanto ha contribuito allo sviluppo industriale del Paese in 140anni di ininterrotta attività».









