La pet therapy per il benessere di bambini e adulti

Antonella Barone di “Amici per la coda” spiega in cosa consistono le attività e quali sono i benefici. L’INTERVISTA

DI ELENA CECCONELLI

TERNI – Il cane come un facilitatore sociale e un mediatore emozionale. Laboratori e incontri che consentono a grandi e piccoli di rapportarsi non solo con il miglior amico a quattro zampe, ma di intraprendere un percorso relazionale e di socializzazione anche verso l’esterno. Sono alcuni dei concetti chiavi che spiega Antonella Barone. Dal 2013 Antonella ha dato via a “Amici per la coda” per lavorare accanto a medici o professionisti del settore con i suoi progetti di pet therapy. 

« Inizialmente quando mi sono laureata all’università di Pisa, verso il 2012, in questo settore – racconta Antonella – non era molto diffusa come attività la pet therapy. Ho iniziato con fatica ma lavorando con passione e trovando persone che hanno creduto in queste nuove attività, si è diffusa l’attività di pet therapy, soprattutto nelle scuole. Sono davvero contenta che abbiamo contributo a far conoscere in diversi ambienti questa nuova opportunità. Perchè si tratta di un canale nuovo con cui poter contribuire e poter supportare il lavoro di altri professionisti».
Le attività di pet therapy, infatti, come spiega Barone, sono di supporto a progetti che si attivano nelle scuole, sia primaria che secondarie, ma anche nei centri diurni e nei centri di riabilitazione, persino in laboratori estivi per imparare la lingue inglese. «Non si rivolgono solamente ai bambini o agli studenti – prosegue Antonella – ma coinvolgono più persone. In particolare la pet therapy è utilizzata per coloro che si trovano in una situazione di disagio. Inizialmente ci sono degli incontri conoscitivi con il cane, per comprendere l’animale e capire come ci si relaziona con esso. Gli incontri avvengono sia con il singolo ma anche in gruppo, con una stretta collaborazione con professionisti del settore o se nelle scuole, con gli insegnanti di sostegno, perché il progetto è comune. Il cane consente un approccio più naturale, permette di essere se stessi, di essere naturali e disinvolti. L’animale, dunque, può facilitare un processo di crescita e di miglioramento. È un’occasione di scambio reciproca perchè avendo anche il cane una comunicazione non verbale, si avvicina molto a quella dei bambini, che a loro volta si aprono non solo verso il cane, ma anche nei confronti del gruppo e del mondo esterno».

Antonella spiega che non ci debbano essere delle razze specifica di cani per la pet therapy: «I cani sono i miei, ho tre goldon retriver. Ma inizialmente ho cominciato con un meticcio che era davvero simpaticissimo. Cane e conduttore seguono un percorso orientato ad incentivare la pro socialità, la collaborazione e la cooperazione con il conduttore e la motivazione durante l’intervento. Gli animali coinvolti hanno caratteristiche di socievolezza, capacità relazionali e attrazione sociale oltre che buona tempra, docilità e pazienza. Doti naturali che possono essere rinforzate con un percorso insieme, mirato a rafforzare il rapporto e la fiducia reciproca tra i partners. La complicità e la collaborazione tra cane e conduttore porta alla creazione di un clima piacevole per tutti gli attori che favorisce una forte relazione tra cane e bambino/persona e che lo aiuta a superare le proprie “barriere” di qualsiasi natura esse siano».
Nei suoi anni di esperienza e di attività Antonella ricorda con immenso piacere molte persone che ancora hanno memoria delle attività, che hanno riscontrato benefici significativi, tanto che alcuni ricordano anche il nome del cane con cui hanno svolto la pet therapy. Dal 2018, inoltre, ha dato vita a un progetto innovativo chiamato “In poltrona con Luna” dove i cani in uno studio odontoiatrico a Terni accompagnano i piccoli pazienti dal dentista. Con la speranza che in sempre più situazioni possa essere utilizzata la pet therapy per il benessere di bambini e adulti. 

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