TERNI – Con 22 voti favorevoli e 7 astenuti il consiglio comunale ha detto “si” all’inizio dei lavori per il Tempio crematorio a Terni. Per l’Assessore di competenza, Marco Iapadre, intervenuto in discussione: «L’atto è perfetto e non ha nessun elemento di impugnabilità. Finalmente ci sarà un servizio che a Terni non c’era. Un valore aggiunto per tutti i ternani e tutta la città, con i prezzi più bassi». Per la precisione, quello che è stato approvato, nella seduta del 21 ottobre, è la valutazione preliminare di convenienza e il progetto di fattibilità tecnica-economica della proposta di partenariato presentata dall’operatore economico Altair funeral Srl per la progettazione, costruzione e gestione dell’impianto di cremazione nel Comune di Terni.
«La proposta di affidamento in concessione – come riporta una nota del Comune – prevede l’inizio dei lavori nel 2025 e la conclusione nel 2026, la durata della concessione pari a 25 anni dalla consegna delle aree, un investimento complessivo di 4,1 milioni di euro, di cui 2.814.085 euro per la realizzazione di opere e impianti tra cui quello di cremazione (600.000euro) e la camera settoria (250.000euro). La stima del canone medio annuo a favore del comune è di 125.532euro mentre i ricavi totali dell’operazione economica sono quantificati in 28.529.903 euro e i costi totali sono di 17.671.649euro».
Inoltre il privato si assumerà per intero il rischio di gestione mentre la proprietà delle opere resterà in capo al Comune di Terni. Sempre al Comune spetterà una royalty annuale del 6,5% dei ricavi che secondo una stima, dovrebbe ammontare a circa 1.674.692 euro. La proposta originale è stata più volte modificata (c’era stato un rinvio in commissione anche al consiglio scorso del 18 ottobre) e con questa approvazione, oltre a dichiarare la fattibilità e la rispondenza al pubblico interesse della proposta presentata, l’operatore economico Altair Funeral srl, ha adottato il “Programma triennale delle esigenze pubbliche idonee ad essere soddisfatte attraverso forme di partenariato pubblico – privato“, una precondizione all’attivazione di questo strumento posta dal nuovo codice degli appalti.


