foto di Nicola Cirocchi
foto di Nicola Cirocchi

«Un atto di coraggio, di sfida, ma anche di vulnerabilità»

A Perugia la restituzione pubblica del progetto Piuma. «Un lavoro di ricerca nel quale i danzatori sono parte attiva del processo» | LE INTERVISTE DI UMBRIA7

di Francesca Cecchini

PERUGIA – Un lavoro di ricerca che porta le danzatrici in scena a riflettere sul concetto di confine, ma anche sul desiderio umano di trascendere tali barriere: questo al centro di “Oltre”, lo spettacolo finale del progetto Piuma coordinato da Mattia Maiotti e Debora Renzi (2madcollective). Sul palco del teatro Bertolt Brecht di Perugia, domenica 13 ottobre alle 19, la restituzione del lavoro collettivo svolto durante questi mesi invernali allo Spazio Mai.

A spiegare a Umbria7 come si è articolato il progetto sono proprio Mattia Maiotti e Debora Renzi: «Il progetto era, e sarà rivolto anche il prossimo anno, a danzatori tra i 16 e i 27 anni, seppur valuteremo, eventualmente, anche candidati di diversa età qualora ce ne fosse richiesta. Consiste in nove incontri che hanno preso il via durante tutto l’anno e che, nel 2025, si terranno tra gennaio e ottobre, durante alcuni fine settimana. Durante questi appuntamenti accompagniamo i ragazzi nella ricerca di un tema comune con l’obiettivo di dare forma a una restituzione pubblica di tutto il percorso di esplorazione».

foto di Nicola Cirocchi

Obiettivo?

«L’intenzione è quella di consentire a coloro che sono arrivati al massimo della propria formazione contemporanea di immergersi in un lavoro di ricerca nel quale loro stessi saranno parte attiva del processo». L’importanza «dopo anni di attenzione sul proprio bagaglio tecnico è di soffermarci su come direzionare il proprio potenziale in funzione di una ricerca espressiva e drammaturgica». L’obiettivo è dunque «quello di dare i giusti tempi al pensiero, alla ricerca e alla messa in scena di un lavoro coreografico».
Inoltre fondamentale «è l’aspetto relazionale tra i danzatori, che provenendo da diverse realtà possono innescare connessioni e conoscenze tra di loro. Altre situazioni come rassegne di danza o concorsi non permettono un vero scambio artistico e umano tra gli allievi. Questo progetto vuole invece dare luce ad un aspetto importantissimo: la relazione, intesa come potenziale umano e interscambio professionale. Tutti gli allievi si trovano a dover collaborare tra loro, conoscersi e aiutarsi. Un’esperienza sicuramente meno protetta rispetto alla propria scuola di danza ma altrettanto stimolante».

Il progetto si realizza «in collaborazione con spazio Mai in primis per una questione identitaria del progetto, in quanto non volevamo essere associati a una scuola di danza o associazione sportiva specifica. In ultimo, ma non meno importante, sicuramente per l’affinità di vedute artistiche».

Sul palco domenica prossima in questo «atto di coraggio, di sfida, ma anche di vulnerabilità», saranno Emma Apostolico, Gaia Belli, Margherita Blois, Michela Bregliozzi, Giorgia Catana, Elisa Desideri, Diletta Duranti, Lucia Faloci, Costanza Mobilia, Sofia Polchi, Maria Luisa Rizzo, Alessandra Sarti e Lucia Urbani. Le danzatrici« incarnano il desiderio di andare oltre anche solo alzando lo sguardo verso l’infinito, quell’ infinito che ci ridimensiona nella nostra materia e così facendo ci permette anche di avere uno scopo da raggiungere, portandoci ad una maggiore consapevolezza sulla strada da percorrere».

Intanto lunedì 14 ottobre apriranno le iscrizioni alla seconda edizione del progetto Piuma. Queste le modalità per aderire: il candidato deve aver acquisito un livello intermedio-avanzato nella danza contemporanea. Lo studio della danza classica è fortemente raccomandato. Inoltre dovrà compilare il form dove si chiede di rispondere ad alcune domande conoscitive e allegare un link video di una coreografia, o di un solo danzato, coreografato o improvvisato, possibilmente di recente data, entro e non oltre il prossimo 15 dicembre. Informazioni e quota di iscrizione: 2madcollective@gmail.com.

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