TERNI – Sarà perché è ad un passo dal grande cantiere del Verdi ma le condizioni di via Carrara sono pietose. Sui marciapiedi, negli interstizi, non solo è crescita l’erba ma dei veri e propri arbusti. La pensilina dell’autobus dall’inizio dell’estate è nastrata perché divelta; i cestini sono stracolmi di rifiuti, e le persone bivaccano a ridosso del distributore automatico di bevande.
Una via abbandonata a sè stessa nonostante su di essa si affacci la sede dell’assessorato alla cultura del Comune di Terni, Palazzo Carrara, con la sala Vincenzo Pirro utilizzate per le conferenze stampa di presentazione di eventi, mostre, stagioni musicali. Nonostante la scuola Mazzini ogni giorno sia frequentata di centinaia di alunni e genitori. Nonostante ci sia anche la Casa di Alice, un niso comunale.
Tante, troppe le vetrine spente e i locali in cerca di nuovi locatari: via Carrara, ormai, è diventata uno dei simboli del degrado di una città che non riesce – nonostante i proclami delle amministrazioni comunali di turno, a ritrovare il suo decoro e la sua vivibilità. E poi il problema, diffuso ormai in tutto il centro, di una pubblica illuminazione che non fa luce. Almeno in maniera tale da dare un senso di sicurezza. «C’è paura a circolare, appena cala il sole» – raccontano i residenti. Al confine il grande cantiere del Verdi, che al momento ha portato solo barriere, transenne, lamiere e disagio.





