«Bandecchi lascia al verde le cooperative sociali»

Antonio Sabatini, della Ultraservizi, attacca sugli appalti del verde pubblico: «Ci hanno tagliati fuori»

TERNI – «Di fatto siamo stati esclusi dalle prossime gare per la cura del verde cittadino. Eppure ce ne siamo occupati per una vita dando lavoro a persone strappate alla emarginazione. Abbiamo sempre lavorato duramente   svolgendo un ruolo sociale di recupero e di integrazione, ma ora siamo trattati come pezze da piedi».

Antonio Sabatini, per tutti  Tonino, è un fiume in piena che ripercorre l’attività della cooperativa sociale Ultraservizi fino all’ultimo capitolo, quello che ha visto l’amministrazione Bandecchi mettere alla porta sedici lavoratori. Sedi soci dipendenti della Ultraservizi  che per anni hanno fatto il possibile per ripulire parchi, aiuole e  giardini comunali. Un lavoro difficoltoso, alle prese con budget molto limitati e con continui tagli ai capitolati, fino ad arrivare a quella che Tonino definisce una autentica beffa: «Il Comune ci ha sospeso il contratto e  si è presentato con una gara ponte da 85mila euro, per la quale chiedeva  requisiti sproporzionati. Un contratto in attesa del global service, che assicurerà la manutenzione del verde urbano per i prossimi tre anni». «E’ chiaro che ci vogliono mettere alla porta. I requisiti, già dal contratto ponte, sono al di fuori della portata di una cooperativa sociale e privi di ogni buon senso. Per l’affidamento da meno di 100mila euro ci voleva una base logistica all’interno del territorio comunale e un parco auto degno di un esercito». Tonino sgrana il rosario dei macchinari richiesti: «N.1 escavatore gommato con pala caricatrice anteriore e braccio posteriore (terna) non inferiore a 45 q.li; n.1 escavatore gommato/cingolato non inferiore a 150 q.li; n.1 autocarro leggero con portata fino a 35 q.li; n.1 autocarro con portata tra 35 e 200 q.li; n.1 autocarro con piattaforma aerea a cella (cestello) su braccio telescopico omologato, per altezze fino a m 14,00 con portata utile kg 200; n.1 carrello idoneo al trasporto di macchine operatrici; n. 2 trattori gommati di potenza CV 80/100 dotati di attrezzatura per taglio vegetazione lungo le banchine e scarpate stradali; n. 4 motoseghe per taglio e potatura piante; n. 4 decespugliatori per taglio vegetazione».

Mezzi per centinaia di migliaia di euro che non si addicono a  cooperative che invece investono sulle persone. Noi  dell’Ultraservizi  pensiamo che sia prioritario assicurare un minimo di stipendio a 16 lavoratori residenti a Terni, che fanno la spesa a Terni e che  pagano la tasse al Comune di Terni. Invece l ’amministrazione Bandecchi  sembra volersi muovere in una logica di affidare il verde urbano a una di quelle imprese che si muovono nei massimi  ribassi e che spremono i lavoratori senza preoccuparsi  del territorio».

E’ preoccupato per il futuro, Tonino: «Ci vogliono fare fuori dal global service, costruito come una gara al massimo del ribasso, caratteristica che di solito favorisce le aziende de Sud. Persino il requisito del fatturato minimo, oltre 5 milioni, è  tarato  per le aziende private e non per le coperative come la nostra».

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