Dal sogno di diventare scrittrice al premio di letteratura sportiva a Torino, il talento di Patrizia Fortunati

La scrittrice ternana racconta la propria scalata professionale. L’INTERVISTA

di ELENA CECCONELLI

TERNI – «Sin da 10 anni sognavo di diventare una scrittrice, un sogno che ho sempre portato avanti». Penna alla mano, tenacia, passione e dedizione e Patrizia Fortunati, scrittrice ternana, ha raggiunto il suo obiettivo. Contando alle spalle tantissimi libri, per bambini, ragazzi e non solo. Arrivando anche a conquistare il premio di letteratura sportiva Gianni Mura – sezione fuoriclasse a Torino, con il suo ultimo lavoro intitolato “Noi siamo la Belinda!” (Giunti, 2024). La scrittrice racconta la sua emozione a riguardo: «A Torino ho finalmente messo un bel mattone, per me è stato davvero un onore ricevere il premio, oltretutto intitolato ad un giornalista che ho sempre seguito e stimato. Per me i bambini sono una fonte di ispirazione continua, con la loro spontaneità ed energia incredibile».

Patrizia Fortunati è stata selezionata inizialmente da una giuria tecnica formata da giornalisti che hanno scelto il suo tra cinque libri usciti da marzo fino a luglio per la sezione ragazzi. Un successivo step è stato quello del volo della giuria popolare formata da 42 classi, quasi mille ragazzi che hanno selezionato il suo libro. In seguito la vittoria a Torino. Dopo il premio, varie saranno le presentazione del libro in giro per l’Italia. « I primi di dicembre ci sarà una diretta YouTube con tutte le classi che hanno partecipato e la giuria. I primi di maggio nella sala Olimpica io e la Belinda apriremo le iniziative legate alla scuola. Un’altra bella vetrina per me e per il nostro territorio che sono orgogliosa di rappresentare».

La scrittrice racconta poi, in breve, la sinossi del racconto: «La protagonista si chiama Gioconda, ha 11 anni e si trova ad affrontare le varie difficoltà proprie delle scuole medie. I compagni la prendono in giro anche per il suo nome e la soprannominano “Gioconda tutta tonta” perché è una pasticciona. Per questo Gioconda vuole essere chiamata solamente Gio e conserva il grande sogno di giocare a pallone in una squadra vera e propria, perché nel posto in cui si trova non ci sono squadre calcistiche femminile. Incontra una suora e con lei costruisce il sogno. La suora le dice una cosa molto importante: “Se una cosa non esiste, non vuol dire che non esisterà mai”. Insieme, quindi, danno vita ad una squadra formata da ragazzini non scelti da nessuno, coloro che sono messi agli angoli. In questo modo nasce la Belinda, una squadra formata da out- sider, dove ognuno mette insieme i pregi e i difetti e fanno nascere qualcosa di unico».

Per Patrizia “Noi siamo la Belinda” non è il primo libro rivolto ai ragazzi. Già nel 2018 fece una serie per ragazzi chiamata “Benni e celestina” che racconta le avventura di una bambina e il suo cocorita. Prima di questa serie ha scritto altri libri come “Marmellata di prugne”. Un successo anche questo libro perchè ha visto varie presentazioni in tutta Italia per la sua trama. « Parlo dell’accoglienza di una bambina di Chernobyl – afferma la Fortunati – In tutta la Penisola abbiamo accolto bambini di Chernobyl, la mia compresa. Il libro è stato fatto leggere molto anche nelle scuole delle medie dato anche il tema del nucleare».
La fonte di ispirazione di Patrizia? Sicuramente le due figlie e più in generale i bambini. «Alla più grande, da piccolina, avevo inventato questo personaggio di Gioconda – racconta la scrittrice – che faceva la pompiera. Dopo anni mi è venuta in mente questo personaggio, che ho raccontato poi ne “Noi siamo la Belinda” Non ho mai una scaletta precisa in mente, ma mentre scrivo mi arriva la storia passo dopo passo».

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