TERNI – Rissa al buio tra il sindaco Stefano Bandecchi e i sindacati sulla pubblica illuminazione. Prima Filctem-Cgil, Flaei-Cisl e Uiltec-Uil accusano il primo cittadino di «aver gettato la maschera» e di voler privatizzare la pubblica illuminazione. Poi, a stretto giro di posta, Bandecchi gli dà degli “Imbecilli” sui social fino a rincarare la dose con una nota scritta di suo pugno: «A far del bene ai ciuchi Sant’Antonio se n’ha per male. Così cita un vecchio proverbio popolare. Il Comune di Terni sa di dover rinnovare l’illuminazione pubblica, di dover aggiornare gli impianti tecnologici e mettere a norma l’illuminazione che manca di regolarità da oltre 15 anni. Regolarità ignorata da tutte le giunte di sinistra che hanno guidato la città sino a portarla al fallimento».
«La verità – evidenzia Bandecchi – è solo una: il Comune sta operando in modo onesto, regolare e giuridicamente perfetto al fine di assegnare l’appalto più conveniente per i cittadini ternani tutti. I malpancisti dovrebbero curarsi ricordandosi che la volontà di me sindaco è solo quella di dare il meglio alla città di Terni e tentare sempre di tutelare il lavoro dei più deboli».
I sindacati titolano “Su Asm si spengono le luci” e accusano «Caduta la maschera… vediamo finalmente la faccia». «Il vero volto e il vero scopo del potere politico esecutivo a Terni – affermano – è quello di concedere la titolarità della gestione di reti ed impianti dell’illuminazione pubblica non più ad Asm, ma ‘all’ipotetica società’ che sarà ritenuta la più conveniente in base ai requisiti di gara ad evidenza pubblica che il Comune bandirà dopo aver approvato la sconsiderata delibera comunale del 7 novembre 2024». «Un anno fa, quando il Comune aveva dichiarato che Terni Reti non poteva più gestire il servizio e aveva deciso di percorrere la strada dell’affidamento tramite piattaforma Consip a un raggruppamento di imprese, come organizzazioni sindacali, nell’interesse ed a tutela dei lavoratori, ci siamo chiesti: La strada può essere un’altra? Sono state vagliate tutte le scelte possibili indicate dall’autorità garante da parte del Comune di Terni che è anche socio di maggioranza di Asm? Dopo questa delibera torniamo a chiederci come mai la giunta possa aver votato di mettere a disposizione degli interessi privati la gestione dei servizi ad interesse pubblico. Non è mai stata aperta una discussione nei luoghi opportuni, sempre come richiedevamo un anno fa.»
Rimarchiamo che il Comune di Terni ha affidato ad Asm Terni Spa la gestione degli impianti di pubblica illuminazione sin dal 1962 e che il contratto in essere non è ancora scaduto: a fronte di questo l’azienda ha preso impegni di una certa rilevanza assumendo personale e portando avanti importanti investimenti. Come organizzazuioni sindacali evidenziamo che il Comune, avendo ricevuto spontaneamente le quattro proposte di project financing, poteva valutarle con ampio margine di discrezionalità, al fine di individuare la soluzione maggiormente conforme alle condizioni di pubblico interesse. La multiutility Asm che ricordiamo essere partecipata dal Comune di Terni per il 55% offre, in virtù di questa partecipazione, una interlocuzione più diretta; Asm non solo riqualificherebbe le infrastrutture, in continuità con quanto già fatto, ma garantirebbe anche tutti gli interventi necessari per l’attuazione di una transizione ecologica seria sul territorio, con la salvaguardia, al tempo stesso, dei posti di lavoro.
Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil ricordano poi che Asm, c oncessionaria della gestione delle reti di distribuzione elettrica, il giorno 8 novembre ha condiviso con i lavoratori le Linee guida del Piano industriale 2024-2028 «ma non risulta che i lavoratori abbiano ricevuto, in merito a questo, alcuna notizia sulle intenzioni del Comune, da parte del presidente di Asm Gabriele Ghione rappresentante del Comune». «Invece le decisioni nel merito erano già state deliberate dalla Giunta il giorno prima, con la Delibera Comunale N. 415 del 07 novembre 2024» – il commento delle sigle sindacali.


