di Marco Brunacci
PERUGIA – Segnatevi qualche altro numero per capire cosa è successo in Umbria, fronte centrodestra: Fdi ha preso poco più di 60mila voti in queste regionali con 52,3 di affluenza, ne aveva presi quasi 130mila con 60,1% di affluenza solo 4 mesi fa alle Europee. Il Pd alle Europee aveva preso 103mila voti, oggi, con 8 punti in meno di affluenza, ne ha presi più di 96 mila.
Al centrodestra mancano quasi 70mila voti e dentro Fdi devono essersi distratti, nonostante a Perugia sia venuta Giorgia Meloni.
Per altro la tecnica di giocarsi al meglio a sinistra la bassa affluenza doveva già risultare vincente in Liguria, ma la personalità speciale di Marco Bucci, ha mandato in fumo una vittoria annunciata.
Epperò tenere insieme i fedeli del rito Pd di fede schleiniana è sempre una garanzia di successo se i numeri si tengono bassi. Gli alleati fanno da utile rifinitura.
Il centrodestra in Umbria difficilmente avrà un’occasione di rivincita nei prossimi anni ora che l’Umbria dei “Rossi per sempre” è ripartita alla grande, ma una strategia dovrà pur essere scelta dalla leadership.
La strada è tracciata nei fatti: Paola Agabiti Urbani ha fatto un botto di preferenze (oltre 7mila, nonostante la concorrenza interna a Fdi molto agguerrita) e diventa il futuro prossimo del partito nella regione.
Tanto più che i candidati dell’area Zaffini (Giambartolomei, ottimo terzo, ma pure Cretoni) sono andati meglio di quelli vicino a Prisco (Moio, quinto) o a Squarta (Vitali, quarta).
Poi resta il faro di Andrea Romizi, record assoluto di preferenze con oltre 10mila consensi sul suo nome, che ha trascinato con sé in Regione, Laura Pernazza, e tutta Forza Italia verso un buon risultato.
Il riconoscimento elettorale avuto da Enrico Melasecche, che ha superato tutti gli altri nella Lega, ne fa il terzo punto di forza del pacchetto di mischia, in tandem con il segretario regionale Riccardo Marchetti, il quale comunque il miracolo ha provato a farlo.
Chiedersi se la candidatura Tesei fosse o meno la più accreditata per vincere del centrodestra è un esercizio uggioso.
Il centrodestra si è mostrato incapace di fronteggiare la strategia del ritorno alla Casa Rossa degli avversari.
Quindi da qui si riparte.


