di Francesca Cecchini
PERUGIA – Si chiama Banda Caligari l’associazione nata per omaggiare il regista prematuramente scomparso Claudio Caligari e per sostenere le iniziative in suo ricordo e le attività di promozione del cinema d’autore, andando a valorizzare il suo lascito artistico-culturale. A farne parte, tra gli altri, anche Valerio Mastandrea, Alessandro Borghi, Luca Marinelli e Silvia D’Amico, ospiti, insieme ad alcuni operatori del settore, al cinema PostModernissimo di Perugia venerdì 8 novembre.
L’occasione, la proiezione di “Non essere cattivo” (2015), opera ultima di Caligari presentata fuori concorso alla 72esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, arrivata dopo ““Amore tossico” (1983) e “L’odore della notte” (1998), e l’intitolazione di una sala a suo nome nello storico cinema perugino, la prima in tutta Italia.
Così, fra aneddoti, ricordi ed emozioni condivise, i quattro artisti si sono raccontati al pubblico accorso legando il filo della narrazione alle esperienze vissute insieme durante le riprese del film, tra le più importanti delle loro carriere, che li ha legati profondamente al maestro Caligari. Un maestro che ha cambiato anche la loro visione del cinema.


NON ESSERE CATTIVO
Ambientato a Ostia a metà degli anni ’90, il film racconta la storia di un’amicizia, quella tra Cesare (Luca Marinelli) e Vittorio (Alessandro Borghi). Due ventenni che vivono una realtà ai margini in cui cercano affermazione, tra locali notturni, droghe sintetiche e cocaina Per un po’ i due seguono lo stesso percorso, poi Vittorio prende le distanze da Cesare il quale invece resta irretito nel consumo di droga.
Claudio Caligari, classe 1948, ha completato “Non essere cattivo” poco prima di morire, nel 2015, dopo una lunga malattia. Una figura anomala che aveva fatto della marginalità e dell’isolamento un punto di forza e di denuncia. Nell’ultima prova Caligari è stato capace di comporre un affresco delle giornate alla deriva di un gruppo di giovani vaganti sul litorale romano, tra rifiuto del lavoro, cedimento alle lusinghe della droga e spiragli verso un cambiamento. Un film aspro, duro e non riconciliato, con un finale sorprendente.
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