Il supermercato dei voti di Bandecchi  scatena il caos

La sinistra ma anche  la destra prendono le distanze dal sindaco che dice di comprarsi i consensi elettorali

TERNI – E’ caos intorno alla frase shock di Stefano  Bandecchi  «Io i voti melo compro e li prendo di prepotenza». E’ circuito mediatico intorno alla frase che il sindaco ha sparato sui social, impreziosita da insulti ai «comunisti».

Le parole dirompenti del leader di Alternativa popolare  martedì sera su La 7 sono state accostate a quelle altrettanto stressanti del multimiliardario Elon Musk. Ma è a Terni che il dibattito impazza. Sparano a palle incatenate sia il Movimento  Cinque  Stelle che il Pd.  Con la deputata Emma Pavenelli (M5S) che ha annunciato di

depositare un esposto alla Procura, «affinché gli organi inquirenti possano accertare se la condotta di Bandecchi possa integrare qualche fattispecie di reato». E con il capogruppo del Pd Francesco Filipponi che parla di «pericolosa distorsione delle democrazia».  «Cosa intende Bandecchi quando scrive che lui i voti non li elemosina, ma al massimo li compra o li prende di prepotenza,  che in questa democrazia c’è chi compra i voti o li ottiene con la violenza?  Cosa si intende quando si diffondono messaggi tesi a promettere utilità in cambio di sostegno elettorale? »,  domanda Filipponi.

Ma anche  tra gli alleati di Ap  la frase di Bandecchi  ha creato imbarazzo. La battagliera Elena Proietti Trotti, consigliera comunale e ragionale di Fratelli d’Italia ne prende le distanze con il suo solito piglio: «Compravendita dei voti? Non ho la possibilità economica  di Bandecchi. Ma soprattutto a me hanno insegnato che non si devono commettere  reati e che la democrazia  per fortuna è ben altra cosa».

Eurochocolate, come cambia tutta la viabilità a Perugia nei due weekend al cioccolato

Quell’asfalto glamour a Perugia