TERNI – La città che non riesce a ritrovare la strada del decoro e della bellezza passa anche per la pipì di Fido. La carrellata di immagini dei basamenti di lampioni, cestini della spazzatura e totem, è impressionante. Corrosi alla base. Con quella ruggine che fa degrado e che richiede manutenzioni.
L’urina dei cani in tutte le città italiane è uno dei problemi che si ripercuotono sul decoro urbano sia per la reazione chimica che ne determina una azione corrosiva, sia per il cattivo odore.
Un problema che a Terni si acuisce per la totale mancanza di apposite sabbiere e di ordinanze per che obblighino i proprietari dei cani ad intervenire spruzzando acqua ad ogni bisogno del proprio animale domestico. Per la verità persone munite di bottiglina d’acqua e di cane se ne avvistano anche a Terni, ma sono una minoranza. Per tutte le altre impera l’abitudine a lasciar fare. Con il passare del tempo i danni sono sempre più evidenti, soprattutto nelle piazze del centro, dove l’amministrazione Bandecchi punta per rilanciare il commercio di vicinato con addobbi che coprono le magagne. Ma non le sanano.







