NARNI (Terni) – Che l’antica fontana medioevale con la coppa in bronzo, ricostruita nel 1527, scompaia nell’intervento di riqualificazione di piazza Garibaldi, passi. Che si dica che a Narni «gli amministratori sembrano aver orientato la crescita culturale quasi unicamente sull’offerta gastronomica delle ostarie», guai. La riflessione degli architetti Sandro Anelli e Alberto Matticari, pubblicata da Umbria7, fa imbufalire il sindaco Lucarelli. Che risponde piccato ribadendo che Narni è ancora un Paradiso. invitando (ironicamente) Anelli e Matticari a visitarla attentamente. Ma eccoli rispondere al primo cittadino.
«Caro sindaco, Le visioni, i pensieri profondi e gli scenari suggestivi che pensava di trovare nella nostra precedente riflessione su Narni, dovrebbero di fatto essere prerogativa delle amministrazioni pubbliche e dei sindaci in particolare, soprattutto se giovani.
Rispondere con un attacco personale alle riflessioni di due cittadini che si sono impegnati nel territorio, dedicandogli con passione la loro professionalità e mai per un tornaconto politico, ci sembra inopportuno e di pessimo gusto. La libertà di espressione è un diritto fondamentale nel nostro Paese, che include anche il diritto all’espressione di idee discordanti dalla Sua, così come il diritto alla critica. Crediamo che i nostri spunti di riflessione, che per giunta ad oggi sappiamo condivisi da molti, abbiano dato un contributo al dibattito sul presente-futuro di Narni. E il dibattito, per sua natura, deve tener conto di punti di vista diversi e, perché no, anche divergenti. E’ un arricchimento per la politica, alla quale spetta poi prendere le decisioni migliori per i cittadini. Noi non siamo politici, né aspiriamo ad esserlo e tantomeno abbiamo espresso un parere politico. Noi siamo architetti e, per fortuna, non abbiamo affatto bisogno di “affermare la nostra esistenza”; i progetti che abbiamo realizzato ne sono già testimonianza. Nei 45 anni della nostra professione non abbiamo mai avuto appartenenze politiche né etichette. Oggi meno che mai siamo alla ricerca di visibilità o tornaconti di qualsiasi genere, che non ci interessano affatto. Non ci aspettiamo che Lei conosca tutti i Suoi concittadini, sarebbe chiederle troppo. Per di più noi siamo di un’altra generazione, siamo “sbucati da un passato senza più tempo” come dice Lei. Ma proprio per questo potrebbe essere utile ascoltare anche la nostra voce e non limitarsi a quella del suo entourage.
Nella nostra vita, Signor Sindaco, e nell’intero nostro percorso professionale, abbiamo sempre partecipato attivamente alla valorizzazione del patrimonio e dei simboli della nostra città, anche se a lei sembra non risultare. Magari, a volte, lo abbiamo fatto anche in modo criticabile, ma sempre comunque animati e guidati dal rispetto e dall’amore per la città dove siamo nati, siamo cresciuti e siamo costantemente presenti, al contrario di ciò che Lei pensa.
Il patrimonio delle nostre frazioni lo conosciamo molto bene, avendo fattivamente contribuito a valorizzarlo, ad esempio con la progettazione e realizzazione della nuova Chiesa di Ponte San Lorenzo, di recente inaugurata, che ospita le Opere d’Arte del Maestro Mimmo Palladino. Ma anche attraverso il recente progettato, a titolo gratuito, di alcuni elementi significativi del Santuario della Madonna del Ponte a Narni Scalo.
Certo, non avremmo mai creduto che per poter condividere il nostro pensiero fosse stato necessario produrre il nostro curriculum.
Per il lavoro che svolgiamo, noi sappiamo accettare le critiche, rispettando la libertà di pensiero degli altri.
Ben venga infine l’indispensabile progetto di rigenerazione urbana di Narni Scalo, che necessita assolutamente di un’ identità che non ha mai avuto. Meglio tardi che mai.
Signor Sindaco, noi crediamo che le tante cittadine e i tanti cittadini narnesi, che ogni giorno tanto si impegnano per far vivere la nostra città, meritino di più e meglio. Ma se per lei questo è il massimo, va bene così, l’importante è che siano soddisfatti coloro che ancora vivono nel centro storico di Narni. Ci consenta comunque di avere qualche dubbio.
Accettiamo quindi volentieri il Suo invito ad incontrarci di persona, se ancora lo ritiene utile. Con la speranza comunque che questo “rimbalzo” di responsabilità, vere o false che siano e che nei social sembra ormai divenuto un anacronistico “duello ottocentesco”, possa trovare fine e dare seguito a concrete azioni, per migliorare la qualità della vita delle persone che a Narni Città e Scalo ci abitano».


