Proietti e Fratoianni davanti all’ospedale di Perugia. «La salute è un diritto, non merce da scaffale»

Sit in per la candidata del centrosinistra e il leader di Avs

PERUGIA – Più sanità pubblica. A chiederlo a gran voce sono stati nel corso di una manifestazione davanti al Santa Maria delle Misericordia per la candidata presidente del centrosinistra, Stefania Proietti e il leader di Alleanza Verdi Sinistra, Nicola Fratoianni.

«Siamo qua – ha detto Proietti – per esprimere vicinanza alle persone che ogni giorno svolgono la loro missione di servizio per la nostra salute, salvare le nostre vite e prendersi cura di noi. Lo fanno in una situazione dove la sanità pubblica è stata messa a dura prova qua in Umbria, e noi crediamo che il loro lavoro sia quanto di più prezioso possiamo avere e che la sanità pubblica sia da difendere come uno dei nostri diritti universali più importanti». Per la candidata dei progressisti «in questi 5 anni abbiamo visto smantellare un sistema sanitario pubblico che funzionava tanto da essere considerato tra i primi d’Italia. Oggi continua a funzionare grazie al sacrificio di medici e infermieri e personale tutto che opera in condiziono che non sono più tali da garantire la sicurezza. Serve un investimento da fare nella sanità pubblica sul personale».  Così Fratoianni: «Per noi la salute è un diritto, non è una merce che si compra su uno scaffale. In Italia ci sono 4 milioni e mezzo di persone che hanno rinunciato a curarsi, in Umbria sono 9 su cento. Sono persone che non si curano per ragioni diverse: perché non hanno i soldi per pagare una sanità sempre più diventata una merce. E non è il frutto del destino, va detto con chiarezza». Ha detto ancora il segretario di Sinistra italiana: «Donatella Tesei, come i suoi colleghi di centrodestra in giro per l’Italia si presenta alle elezioni con un programma politico preciso. La privatizzazione della sanita pubblica non è un incidente di percorso, non è che non sono buoni a governare. Hanno una idea precisa, è un obiettivo. La sanità pubblica occupa più dell’80 per cento dei bilanci di tutte le nostre regioni. È un grande affare, se lo consideri un affare invece che un diritto».

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