M.Brun.
PERUGIA – La sfida per la Regione, spigolature.
1Nell’ultima tornata elettorale c’è stata una “strage” di socialisti. Nessuno più sul palcoscenico regionale. Non solo nessun eletto, ma nessuno che si sia segnalato (al pari degli alleati di Azione, che invece al Comune di Perugia non erano andati male, anche se hanno preso finora quasi nulla). La giostra tra Bertini (sostenuto da Rometti ma anche da Chiacchieroni), Bacchetta, sostenuto da se
stesso, e Novelli, contro tutti, è finita con una grande tradizione politica umbra archiviata. Forse in maniera definitiva. L’unico socialista che arriva in Assemblea legislativa si chiama Nilo Arcudi ed è stato eletto con la lista della presidente Tesei.
2.Erano indispensabili le note prima di Renzi (ma il leader nazionale si riferiva anche all’Emilia Romagna), poi quella specifica di Gnagnarini che riguardava solo l’Umbria: fa sapere che Italia Viva
c’era ed era alleata della Proietti. Nota indispensabile perché altrimenti, visti i risultati, non se ne sarebbe accorto nessuno.
3.Cambiamo radicalmente tono per dire che c’è stato un esempio di coraggio in questa campagna elettorale. Quello mostrato dall’ex senatrice leghista ternana Alessandrini, che non si è risparmiata per
le lunghe settimane di incontri, dibattiti, giri di strette di mano, mostrando amore per la politica nel suo senso più alto, dedizione e passione, raggiungendo anche un lusinghiero risultato elettorale. Il
centrodestra (ma anche il centrosinistra) da lei dovrebbe imparare.
Per ora l’augurio che prestissimo possa tornare al meglio per continuare a insegnare che cos’è l’impegno civile.


