Sanità/ Dopo i problemi ben noti e le “sante bugie”, si ricomincia dall’ospedale di Terni (nel bene e nel male)

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Finita la propaganda ora restano le questioni da risolvere. Bene se verrà Rosignoli (ottima professionista). Ma si riparte da Terni, dove un report ad elezioni finite dice che c’è un eccellente ospedale, ma in una struttura da incubo

DI MARCO BRUNACCI

TERNI – Capitano cose buffe anche nella politica e nella vita pubblica di tutti noi. Finita la vasta e vincente eco dell’apocalisse che si stava abbattendo sulla sanità umbra, è arrivato un report che segnalava come l’ospedale di Terni fosse tra i migliori d’Italia. In realtà di report positivi ce ne erano anche altri in giro, perfino sulle liste d’attesa, come pure sui bilanci. Ma quando stava riuscendo così bene il racconto dell’angelo sterminatore sanitario che avrebbe chiesto ragione delle nefandezze  della sanità dell’Umbria, con il povero assessore Coletto in fuga verso il suo Veneto, col fardello di colpe che neanche l’ultimo zar Romanov dal Palazzo d’inverno, non è che uno può fermare una così riuscita rappresentazione.

Bene, bravi, magari niente bis.

Oggi per altro tutta la burocrazia sanitaria e i medici e gli infermieri fino all’ultimo dei portantini che tanto devono all’ancien regime, possono tornare a essere interlocutori privilegiati, niente fermerà il futuro.

È infatti il futuro che conta. Si dice di Gigliola Rosignoli in posti apicali. Forse assessore. Ottima scelta. Eviterà di sicuro di firmare come primo atto l’esecuzione sulla piazza Rossa di Coletto, e lei, che viene dall’era Lorenzetti, saprà di sicuro mettere in fila le questioni.

Le liste d’attesa sono un guaio di tutti, invece l’ospedale di Terni è il ritardo vero di questa sanità regionale.

L’amministrazione Tesei ha consentito che il team sanitario (con Casciari, alla guida probabilmente confermato) arrivasse agli attuali alti livelli e ha trovato i primi 129 milioni per la nuova, indispensabile struttura dopo anni di niente.

Il resto lo dovrà fare l’amministrazione Proietti. Incominci a parlare subito col Governo, magari abbassando qualche tono, dato che punta sul pubblico. Sarebbe comico se la nuova Giunta regionale ripartisse da un project financing con i privati.

Invece Rosignoli, che viene da una esperienza con un gigante privato della sanità lombarda, i privati convenzionati ovviamente li dovrà usare. Ragionevolmente la esigua quota di sanità non pubblica dell’Umbria dovrà essere aumentata, superando quel risicatissimo 12%. Non c’è bisogno di mettere i manifesti – la campagna elettorale è finita – ma questa è la strada e cosi fanno le Regioni virtuose che vengono meglio incontro ai bisogni dei loro cittadini.

Una cosa è certa, al di là delle “sante bugie”, soprattutto sanitarie, utili per far vincere i “sostanzialmente buoni” – la sinistra, nella narrazione ancora qui vincente – ora si tratta di mettere il piede sull’acceleratore per risolvere le questioni aperte.

Avrebbe dovuto farlo Tesei, ma ora tocca a Proietti.

Dare lo stop finale alle rivendicazioni incomprensibili di Spoleto sarà utile. Superare il lascito di guai di un errore storico della sinistra che la destra ha cercato di risolvere troppo lentamente, come l’ospedale di Pantalla, deve essere tenuto in un posto alto dell’agenda. Ma è da Terni che si deve ricominciare. È la vera urgenza strutturale. E magari anche politica, se Bandecchi decide di tornare on the road a contestare.

La sanità- è giusto – non può attendere.

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