Scusate il ritardo, ma bisognava approfondire / Anatomia del “caso che non c’è”

La assurda vicenda di Tesei e Agabiti, la magistratura ineccepibile, l’archiviazione, il fantasma dell’abuso d’ufficio e l’avvocato che si trova a dover rispondere al media-Pm. E la grancassa della propaganda

PERUGIA – Stavolta “Scusate il ritardo”. Ci occupiamo solo il giorno dopo della vicenda che ha riguardato Donatella Tesei e Paola Agabiti Urbani, governatrice in carica che corre per la riconferma e l’attuale assessore al bilancio, turismo e personale della Regione, candidato di Fratelli d’Italia alle prossime regionali.
I lettori di Umbria7 sono abituati a essere trattati nel migliore dei modi con le esclusive e le anticipazioni della rubrica “Scusate l’anticipo”, e da oggi anche attraverso gli approfondimenti della rubrica “Scusate il ritardo”. 

In entrambi i casi, il motivo che spinge Umbria7 è lo stesso: intende diffondere notizie corrette per i suoi lettori, atte a stimolare lo spirito critico, aggiungendo informazioni per meglio capire. E non vuole prenderli per il naso.
Sul caso citato, era necessario approfondire perchè siamo in piena campagna elettorale e c’era puzza di propaganda lontano un miglio. 
Ecco allora la ricostruzione, dopo approfondimento:
1.La magistratura ha ricevuto un esposto (anonimo ma, pare, assai ben informato) contro la scelta relativa a interventi della giunta regionale in agricoltura, settore tartufi. La magistratura – obbligatorietà dell’azione penale – ha aperto l’inchiesta poco meno di un anno fa, concludendo che i comportamenti della giunta regionale erano stati corretti. Poteva però ravvisarsi l’abuso di ufficio? Essendo stato abolito il resto ad agosto, il 7 ottobre la procura ha chiesto al gip l’archiviazione del fascicolo. Per chi fa finta di non capire: archiviazione. Quindi giuridicamente, niente più, nulla di nulla, fine del film.
2.Il comportamento della magistratura è stato semplicemente esemplare. Spiace leggere e ascoltare commenti sulla giustizia a orologeria, per l’evidente mancanza, in questo caso, di qualunque orologio. Dal centrodestra si sono levate voci critiche sulla magistratura ingiustificate, anche se motivate dalla gazzarra, montata ad arte, delle dichiarazioni del centrosinistra.
3.Come mai allora per una dozzina di ore abbiamo assistito a fuochi d’artificio di ogni tipo, intorno ad una archiviazione? Perché i media possono sostituirsi ai pm. Invece di informazioni, propaganda. Si diffondono commenti, invece di verificare i fatti.
4.Il nodo giuridico in senso stretto è questo: due delibere regionali attraverso le quali si aprono 5 bandi per la tartuficoltura, che alla fine distribuiranno a diverse aziende del settore 10 milioni di euro. La magistratura ha garantito che è tutto stato fatto con la massima correttezza.
5.Però torniamo a sopra: poteva sussistere l’abuso d’ufficio, qualora il reato non fosse stato cancellato?  
Vediamo, partendo da una premessa: l’Umbria è la regione al mondo leader nella produzione di tartufi, la Urbani tartufi è leader della regione leader. Tesei ha un figlio tra i 300 dipendenti della Urbani tartufi. Agabiti Urbani è la moglie del titolare dell’impresa. Questo non è un illecito, visto che non è ancora obbligatorio essere uno “scappato di casa”, possibilmente senza figli, per assumere un incarico politico. Magari succederà se prevale certa politica. Per ora si devono rispettare solo le regole vigenti sul conflitto di interessi.
Allora, la domanda: Tesei e Agabiti avevano l’obbligo di astenersi dal voto delle due delibere? «No», spiega l’avvocato Di Mario, in quanto «l’originaria e provvisoria contestazione del reato sarebbe risultata del tutto infondata sul piano giuridico. L’abuso di ufficio – continua Di Mario – non sussisteva all’inizio e  non sussiste adesso, non è proprio configurabile».
6.Proviamo a chiarire ulteriormente: per Tesei siamo francamente oltre i limiti. C’è da chiedersi: se un parlamentare ha un parente meccanico in Stellantis, potrà intervenire alle votazioni sui provvedimenti in favore dell’auto?
Per Agabiti esistono i limiti del potenziale conflitto di interessi, ossessione della sinistra per 30 anni contro Berlusconi. Va chiesto: i limiti sono stati rispettati?
Torna a spiegare l’avvocato Di Mario: «Non c’è alcuna violazione delle norme penali perché il provvedimento era di pianificazione a carattere generale. Non ha assegnato risorse patrimoniali ad alcun soggetto beneficiario essendosi limitato ad individuare le misure di intervento ad efficacia reale e non personale».
Quindi: nessun contributo è stato attribuito a soggetti precisi ed eventualmente in conflitto con la situazione di Agabiti (e se qualcuno ha il coraggio di inserirla, anche di Tesei) tanto da prevedere la loro astensione. «Le due delibere sono state quindi adottate in modo del tutto legittimo».
7.Due cose curiose della vicenda:
a. il pm ha inizialmente avanzato la sua ipotesi, ma ora sono solo certi media a dire che ci sono gli estremi di un abuso di ufficio. Il povero avvocato Di Mario deve spiegare le cose non al pm ma rispondere a questa nuova figura: il media-pm. Capite a che punto siamo arrivati?
b. ragionando: Tesei e Agabiti potevano tranquillamente astenersi perchè i provvedimenti sarebbero comunque stati approvati. Se pensavano ci fosse una qualche possibilità di conflitto di interesse, si sarebbero astenute. Non cambiava nulla. Quindi: alla base di tutto questo can can, al massimo, ci poteva essere una distrazione. Ma anche questa viene negata in maniera tassativa dall’avvocato Di Mario.
8.I lettori hanno ora tutti gli elementi per farsi una opinione dettagliata. Si saranno anche fatti un’idea di quanto siano meschini coloro che approfittano di quanto successo (ma soprattutto di quanto non successo) per cercare di vincere una campagna elettorale?

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