r.p.
PERUGIA – Già capogruppo del Pd in Consiglio regionale (di cui è stata vicepresidente), eletta la prima volta nel 2019, dopo un passato da amministratrice al Trasimeno, è lei, Simona Meloni, la regina delle preferenze di questa nuova tornata elettorale in Umbria.
A risultati acquisiti, ha superato gli ottomila voti, davanti al segretario regionale Tommaso Bori e all’ex sindaco di Corciano Cristian Betti, anche loro tra i più votati (in Fdi, secondo partito in Umbria, a vincere il trofeo delle preferenze è stata l’ex assessora Paola Agabiti Urbani, ma con lo strabiliante risultato dell’ex sindaco Andrea Romizi per Forza Italia, con oltre 10mila voti). Mentre i vertici del partito erano a festeggiare la vittoria di Stefania Proietti al comitato elettorale di Perugia, lei è rimasta a mangiare penne al sugo e torta alla frutta a Corciano nella sede dell’associazione anziani, in mezzo ai suoi elettori. Un occhio al cellulare e un Bella Ciao da intonare in coro, ha parlato di «risultato importantissimo del Pd che si conferma il baricentro della coalizione del Patto avanti». «Se sono contenta del dato personale? Sono molto soddisfatta, aspetto i dati definitivi, ma sono molto contenta di quello che sta uscendo dalle urne in tutta l’Umbria».
Plausi anche a Proietti, «la candidata giusta, che ha saputo mettere insieme tutte le anime della coalizione in maniera forte e soprattutto credibile». A dimostrazione di come l’esperienza del campo largo possa essere «la ricetta giusta, il bel mix di ingredienti che premiano la capacità politica di allargare a tutte le forze del centrosinistra. Affidandoci a persone credibili, con competenze e che sanno creare un clima di fiducia con gli elettori, che si sono sapute spendere nei territori, come amministratori credibili, appunto come ha fatto Proietti ad Assisi. Con in più l’anima giusta che serve ad avere empatia con gli elettori, che è il giusto mix tra ragione e cuore».
Alla domanda se queste elezioni siano state un referendum sulla sanità, Meloni conferma sia stato questo il tema preponderante: «Sanità e necessità di rimettere al centro i diritti fondamentali delle persone. Diritti che davamo per scontati ma che bastava girarsi perché ci venivano sottratti. Noi invece abbiamo ascoltato i cittadini».


