- La partenza del centrosinistra umbro nella fase cruciale della campagna elettorale, con un richiamo così insistente ad un’inchiesta che non c’è, perché archiviata, sull’attuale giunta regionale, potrebbe rivelarsi un autogol?
- Certamente questo ha fatto tornare alla mente degli elettori e quindi rimesso in primo piano dell’agenda politica, un fatto: la Regione dei “rossi per sempre”, che sembrava destinata a rimanere così nei secoli dei secoli, è collassata dopo un’inchiesta giudiziaria fragorosa. Un’inchiesta che ha travolto tutto il “sistema”, a partire dalla presidente della vecchia giunta regionale.
- Tanto più che quell’inchiesta giudiziaria non è una inchiesta archiviata, come quella di oggi, ma in primo grado è da poco finita con le condanne di larga parte degli imputati. Ed ora è atteso l’appello.
- In termini di strategia, il centrosinistra, quindi, si è preso un rischio grosso. Può essere che sono a corto di temi? Per certo, questo è la conferma che per riprendersi quella che per 50 anni è stata la “Casa rossa”, a sinistra si farà di tutto. Anche perché, dopo la debacle della Liguria, Schlein si gioca in Umbria la stabilità della sua leadership nel Pd


