A Bandecchi manca una donna, lo dice la legge sulla parità di genere

Quote rosa, maglia nera al sindaco di Terni: da sei mesi la sua giunta è al 33 per cento di rappresentanza femminile

Aurora Provantini

TERNI – A questo punto il rimpasto ci vuole. E il disastro elettorale di novembre non c’entra. C’entra  la  legge sulla parità di genere, in vigore per garantire che nelle giunte comunali ciascuno dei due sessi sia rappresentato in misura «non inferiore al 40 per cento». Legge che inizialmente il sindaco Bandecchi ha rispettato mettendo in squadra quattro donne (l’ esecutivo era di dieci), ma che poi viola quando decide di non rimpiazzare la dimissionaria assessora all’ambiente Mascia Aniello a giugno 2024.  Non la sola ad andarsene. Prima di lei ci fu Lucio Nichinonni, a novembre 2023. Anche in quel caso nessun rimpiazzo: la giunta Bandecchi rimane a quota nove. Il rinforzo arriva due mesi dopo, a gennaio 2024, con la nomina di  Sergio Cardinali (assessore esterno).   Passano altri cinque mesi,  si dimette la Aniello e la giunta Bandecchi scivola al 33 per cento di rappresentanza femminile. Sotto soglia. Non che il dato sia mai stato rilevato da alcuno. Né da un consigliere di maggioranza e né da uno di minoranza.  

Eppure la legge è chiara e dice anche che in caso di violazione il sindaco ha l’obbligo di dimostrare l’impossibilità di assicurare la giusta rappresentanza di genere nella composizione dell’organo esecutivo.  In pratica a Bandecchi manca una donna in giunta da sei mesi, come se non ce ne fosse una disposta a fare l’assessora. Comunque, qualora il sindaco decida di superare il discrimine di genere, non potrà nominare una esterna perché in giunta di esterni ce ne sono già due: Riccardo Corridore e Sergio Cardinali. Intanto per quanto riguarda il rispetto delle quote rosa è “fuorilegge”.

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