DI MARCO BRUNACCI
PERUGIA – Nuova Giunta, ultima chiamata. Lunedì 2 dicembre fissato insediamento della nuova presidente Stefania Proietti che dà il via alla nuova era, che è poi il sequel dei 50 anni di potere di sinistra e centrosinistra in Umbria, interrotti solo dall’intermezzo di Donatella Tesei. Una sorta di auto lasciata dal meccanico per qualche tempo e risistemata in diverse parti.
Ora si tratta di chiudere la brevissima fase e ripartire.
Scrivendo da lontano, sembra che sia tutto chiarito.
Nei giorni scorsi c’è stato il sigillo romano sullo schema umbro: via libera a una Giunta con 2 (soli, nonostante il successo elettorale debordante) assessori al Pd e la presidenza dell’Assemblea legislativa a parziale risarcimento. Poi i restanti due segretari politici dei partiti alleati, per finire con una donna esponente del mondo Proietti.
Tradotto in nomi: Tommaso Bori (sanità) e Simona Meloni (oscilla tra agricoltura e infrastrutture), De Luca (ambiente senza se e senza ma). Barcaioli invece di Santi per Avs (vorrebbe l’agricoltura ma gli potrebbe toccare lo sviluppo economico e il lavoro) e poi il mistero donna proiettiana che pare non sarà la Tagliaferri bensì una scelta esterna che rappresenti la media Umbria (zone tra Foligno e Spoleto per intendersi ma attenti ad Assisi).
Il Pd prende per De Rebotti la presidenza dell’Assemblea. E sarà il dialogante Betti il nuovo capogruppo.
Si è gia detto di Bei direttore generale, proiettiano di ferro e nuovo tecnico forte del Palazzo che azzera tutto e tutti (tranne Rossetti) e farà partire da subito un change alla Trump sulle presidenze delle Partecipate.
Poi a scendere: Anna Mossutto, capo di gabinetto della presidente, Valentina Aisa, portavoce, e torna la figura del consigliere politico affidato a un elemento di primo pianol come Giacomo Chiodini.
Inevitabile qualche ritocco all’insù sul bilancio del Gabinetto della presidente.
Per il resto: la settimana conclusa ha fatto salire nell’empireo della sinistra nazionale gli umbri protagonisti del ribaltone elettorale (che è il ritorno al mezzo secolo passato): Vittoria Ferdinandi e Tommaso Bori. Parole e musica a cura di Elly Schlein, rese note da retroscena autorevole del Corriere della Sera. Per loro si attendono investiture nazionali appena possibile. Ferdinandi ha invertito un fiume che non sembrava doversi fermare (il romizismo), Bori ha aumentato dell’8% i consensi del partito che torna a guidare l’Umbria da incontrastato timoniere.


