La nuova Regione fa saltare la riunione per la liquidazione del Fondo Monteluce che doveva certificare l’azzeramento dei 50 milioni

SPOTLIGHT DI MARCO BRUNACCI | Tornano gli interrogativi: il recupero dell’area strategica per Perugia proseguirà? Si saprà se ci sono responsabilità per la Corte dei Conti sulle decisioni prese dalle giunta di centrosinistra?

Il Fondo per Monteluce convoca la riunione per la liquidazione delle quote dei soci. Data: 30 dicembre. La nuova Regione che fa? Non si presenta. Riunione saltata. Tecnicamente si può fare? Sì. Ma non è affatto una buona cosa. Prima perché recuperare 20-30 giorni per studiare un tema così complesso serve a poco.

Ma soprattutto perché un dossier scottante portato sulla via della soluzione finale (il recupero di un’area strategica di Perugia e il suo rilancio) dalla Giunta Tesei, con l’aiuto di un Fondo governativo, rischia di finire su un binario morto.
La posta in palio è enorme per Perugia.
Serve senso di responsabilità della nuova amministrazione regionale, al di là e al di sopra della contingenza politica.

Ma non sfugge a nessuno un corollario che resta un nervo scoperto della storia politica umbra.
Quando si riuscirà a fare la riunione saltata ieri e si arriverà alla liquidazione del Fondo Monteluce, risulterà a tutti evidente – anche e soprattutto alla Corte dei Conti – che la Regione Umbria aveva una quota del valore nominale di 50 milioni, la quale è ridotta a zero.
Per colpa di chi? Ci sarà pur qualcuno che dovrà risponderne. Naturalmente non sfugge che le decisioni su Monteluce furono prese da giunte regionali di centrosinistra. Ecco: la storia del futuro di Monteluce e la storia di questi 50 milioni, di proprietà di tutti noi, azzerati andranno seguite.

Doppio incidente a Norcia: auto slittano sul ghiaccio

«Mi raccomando, gli animali hanno paura dei botti»