Il Fondo per Monteluce convoca la riunione per la liquidazione delle quote dei soci. Data: 30 dicembre. La nuova Regione che fa? Non si presenta. Riunione saltata. Tecnicamente si può fare? Sì. Ma non è affatto una buona cosa. Prima perché recuperare 20-30 giorni per studiare un tema così complesso serve a poco.
Ma soprattutto perché un dossier scottante portato sulla via della soluzione finale (il recupero di un’area strategica di Perugia e il suo rilancio) dalla Giunta Tesei, con l’aiuto di un Fondo governativo, rischia di finire su un binario morto.
La posta in palio è enorme per Perugia.
Serve senso di responsabilità della nuova amministrazione regionale, al di là e al di sopra della contingenza politica.
Ma non sfugge a nessuno un corollario che resta un nervo scoperto della storia politica umbra.
Quando si riuscirà a fare la riunione saltata ieri e si arriverà alla liquidazione del Fondo Monteluce, risulterà a tutti evidente – anche e soprattutto alla Corte dei Conti – che la Regione Umbria aveva una quota del valore nominale di 50 milioni, la quale è ridotta a zero.
Per colpa di chi? Ci sarà pur qualcuno che dovrà risponderne. Naturalmente non sfugge che le decisioni su Monteluce furono prese da giunte regionali di centrosinistra. Ecco: la storia del futuro di Monteluce e la storia di questi 50 milioni, di proprietà di tutti noi, azzerati andranno seguite.


