TERNI – L’8 dicembre alle 17 in scena la danza con Recollection of a falling della storica compagnia Spellbound Contemporary Ballet che celebra i suoi 30 anni con una riflessione su come “il ricordo di una caduta, piccola o pericolosamente grande può essere il modo per riconnetterci al mondo naturale”.
In scena 2 coreografie: Forma mentis di Jacopo Godani e Daughters and angels di Mauro Astolfi; danzano Maria Cossu, Anita Bonavida, Martian Staltari, Miriam Raffone, Lorenzo Beneventano, Roberto Pontieri, Alessandro Piergentili, Giuliana Mele, Filippo Arlenghi. Forma Mentis è un’esperienza coreografica che celebra giovani danzatori straordinari che partecipano alla creazione di un manifesto artistico per le nuove generazioni. In questa nuova creazione, Jacopo Godani utilizza l’arte della “danza intelligente” come strumento di realizzazione e come mezzo di comunicazione diretta con le nuove generazioni. Consapevole delle molteplici sfaccettature che siano state attribuite all’arte negli ultimi decenni, Godani ricerca un equilibrio tra la presentazione di un formato d’arte contemporanea definito da un terreno etico e la creazione di un dispositivo che possa fungere da sostegno per giovani artisti per trasformare la Ioro creatività in idee concrete e progettualità. Forma Mentis non è solo una performance, ma un impegno a creare un impatto duraturo usando la danza come strumento di incoraggiamento a una pluralità di idee e prospettive. Ogni movimento sul palcoscenico è un passo avanti verso la scoperta e la celebrazione del potenziale umano.
Daughters and Angels è un Iavoro ispirato dalla lettura di Knowledge and Powers di Isabel Pérez Molina pubblicato da Duoda, un centro di ricerca interdisciplinare deII’Università di Barcellona riconosciuto a livello internazionale nel campo degli Women’s Studies. Il testo incrocia un interesse di Mauro Astolfi, coltivato fin da adolescente, rispetto aII’immaginario legato alle streghe, oltre la spettacolarità della cinematografia e alla patina della magia e più rivolto ai costrutti culturali, gli stereotipi di genere, di linguaggio, gli abusi di potere radicati ancora oggi.
In Daughters and Angels Mauro Astolfi rielabora storia, sensazioni e percezioni personali, per mettere in evidenza l’automatismo folle che porta a trasformare in violenza, negazione e annichilimento tutto ciò che non si conosce. In scena, una grande seta nera rappresenta il confine immaginario di un luogo dove riunirsi di notte, per nascondersi e decidere come sopravvivere aII’ignoranza legittimata. Il nero come blocco, negazione, opposizione, protesta al potere, al controllo, al mistero. Ma anche luogo di sicurezza, riservatezza e misteriosa inaccessibilità.


