TERNI – Volano gli stracci tra Stefano Bandecchi, nelle duplici vesti di sindaco e di proprietario della Ternana woman, e Stefano D’Alessandro, presidente della Ternana calcio. Bandecchi spara a palle incatenate. Alla faccia del comunicato di appena tre giorni fa che riferiva di un incontro proficuo tra l’esecutivo di Palazzo Spada e la società rossoverde. Un comunicato edito dal Comune di Terni venerdì, con Bandecchi che suona un’altra musica il lunedì: «Se la Ternana non realizzerà il progetto stadio clinica gli faccio causa».
Ma vallo ad attuare il mega progetto da 70 milioni di euro! Perché la situazione, a questo punto, è un vero e proprio labirinto di interessi, competenze e ruoli. Ad iniziare da quelli di Bandecchi, che è contemporaneamente il sindaco del Comune che deve firmare la licena edilizia e il proprietario della società che detiene i terreni sui quali dovrebbe sorgere la cinica.
La Ternana calcio, al canto suo, ha la titolarità del progetto clinica stadio, ma ad oggi non può attuarlo senza, appunto, i terreni di Bandecchi. Infatti la clinica si può costruire solo su quell’area fatta propria a suo tempo da Stefano Bandecchi.
Un vero e proprio rompicapo, con Stefano D’Alessandro che ad oggi non può andare avanti senza interloquire con Stefano Bandecchi e con i due Stefano che sembrano essere in guerra, o quantomeno su fronti opposti. Venerdì scorso al Pentagono la Ternana calcio aveva fatto il punto con ben tre assessori di Bandecchi ma – come anticipato da Umbria7 – il vero convitato di Pietra è risultata la Ternana woman, non presente all’incontro seppure determinante per le sorti i del progetto. Non è un caso che nel comunicato di Palazzo Spada venisse specificato: «Progetto ad oggi non realizzabile senza un accordo con la Ternana women». In altre parole il Bandecchi sindaco ha chiamato nella partita il Bandecchi proprietario della società femminile. Ora la palla passa a D’Alessandro. E se non la giocherà c’è la minaccia di una causa in arrivo.


