M.Brun.
PERUGIA – Macchina indietro per la politica regionale, si torna all’Umbria dei “rossi per sempre”, come più e più volte segnalato da Umbria7. E come inevitabile corollario riparte la tensione anche tra le due “anime” del centrosinistra, pure attraverso le lettere ai vertici nazionali dei partiti vincitori (segnalate da Il Giornale), lettere probabilmente anonime visto che sono indicate in maniera molto generica.
Il primo terreno di scontro è la sanità e lo abbiamo detto, ridetto e spiegato: il segretario Pd più vincente d’Italia, Bori, non intende fare né un passo indietro, né uno di lato.
Per altro anche grazie agli aspetti più “spigolosi” e radicali del suo programma, il centrosinistra ha potuto vincere, ora quindi non c’è motivo di pensare che rinunci a guidare la sanità o ad accettare con una delega in versione ridotta, svuotata di contenuti.
Non è escluso che alla fine per la sanità venga anche preso in considerazione un assessore del Pd che non sia Bori. Ma pure questa strada non sembra avere una via d’uscita: l’unico nome potrebbe essere quello di Simona Meloni, che é davvero troppo in gamba e navigata per farsi coinvolgere in una vicenda tanto insidiosa.
Conclusione, sullo stato dell’arte: battaglia in corso tra le due “anime” dei vincitori, con qualche probabile ritardo sulla definizione della nuova Giunta e attesa per il verdetto finale.
Ma ci sarebbe anche un altro dossier non definito: la presenza in Giunta di Thomas De Luca, leader di M5s, non è in discussione. Ma si rafforzano i dubbi sull’opportunità di schierarlo all’ambiente.
Obiezioni sarebbero state fatte presenti anche dalla sua Terni.
Ma niente fa pensare che De Luca sia intenzionato a mollare. Anche se la nuova Giunta regionale inizia ad assumere così le caratteristiche di un Risiko. Col derby tra le due “anime” dei vincitori delle elezioni regionali destinato a continuare.


