di Marco Brunacci
È una sorta di gioco dell’oca. Un passo avanti e poi si torna a tre caselle indietro, come illustrato da Umbria7 in accurate ricostruzioni. Ma stavolta fonti accreditate dicono che il blitz è pronto.
La presidente della Regione Stefania Proietti – assumiamo per l’occasione un tono ufficiale – non intende dare la sanità a Tommaso Bori, il segretario regionale del Pd più vincente d’Italia, che di professione fa pure il medico (a proposito di competenze).
Motivo? Avrà le sue convinzioni o antipatie, magari si sarà già dimenticata il ruolo decisivo di Bori nella cavalcata che ha portato al successo elettorale il centrosinistra. Con i toni, l’insistenza, finanche con le “sante bugie”, sul tema della sanità, scelto come terreno di scontro.
Raccontano che nelle ultime ora sarebbero arrivate anche telefonate romane ai massimi livelli (Schlein e Conte), ma al momento il torrente delle indiscrezioni va verso il mare del blitz anti-Bori della Proietti.
E Bori? Da quel che si sa ostenta serenità, forte dei suoi successi, ribadisce che lui non prende in considerazione deleghe al di fuori della sanità.
Figurarsi se il titolo solo onorifico di vicepresidente della Giunta può essere considerato un risarcimento: se non lo danno al segretario del Pd che ha preso il 31% dei voti a chi lo danno?.
Lo scontro in atto sarebbe davvero duro tra le due “anime del centrosinistra”, più volte indicate da Umbria7 come il problema per l’Umbria dei prossimi 5 anni.
Un possibile soluzione per rasserenare il clima? Un intervento diretto su Bori da parte di Roma: un seggio sicuro in Parlamento in cambio di flessibilità in questa fase.
Ma anche qui: se in Parlamento non ci va il segretario del Pd che ha fatto l’8% in più del suo partito, vuol dire che non contano più i meriti elettorali e quindi il consenso della gente.
Umbria7 aspetta con ansia, insieme ai suoi affezionati lettori, gli sviluppi.
L’altro problema che Proietti vuol risolvere con il blitz sarebbe quello di De Luca (M5s), sicuro in Giunta, ma con difficoltà ad ottenere la delega all’ambiente per obiezioni – a quel che si dice – che arrivano soprattutto da Terni.
Anche qui: De Luca, oltre a essere un giovane dabbene, è un osso duro e scontentare lui e i cinquestelle potrebbe diventare un serio problema politico nel medio periodo.
Non bastasse tutto questo, ci sarebbe anche il niet della potente onorevole folignate Piccolotti, su Barcaioli (Avs). Questo riaprirebbe la strada della Giunta al suo antagonista Santi.
Liberarsi di Barcaioli potrebbe significare rompere l’asse dei tre segretari dei partiti vincenti in Giunta (Pd-M5s-Avs) e, per Proietti, segnare un punto a favore suo personale e della seconda “anima” del centrosinistra.
Non sfugge che un quadro del genere descritto – vincesse la linea Proietti – sarebbe un riprecipitare nel 2018, altro che “Patto Avanti”.
In ogni caso, eccovi gli ultimi rumors sul possibile blitz di Proietti: nelle prossime 24 ore la presidente firmerà i decreti di nomina degli assessori, con conferenza stampa di presentazione lunedì mattina. O magari anche più in fretta.
Per sicurezza portate subito i pop corn perché il film si fa avvincente, sia che duri poco sia che si allunghi.
Ps. Suspence assoluta su cosa farà Bori.


