foto di Christophe Bernard

Ventuno spettacoli, 14 teatri e 30 repliche: ecco tutta la danza del Teatro Stabile dell’Umbria

Una sfida culturale che punta alle giovani compagnie e ai nuovi linguaggi coreografici

Redazione Perugia

PERUGIA – Perugia, Foligno, Narni, Terni, Bettona, Città di Castello, Solomeo, Todi, Magione, Gubbio, Spoleto, Corciano, Marsciano, Panicale sono le città che verranno toccate dagli spettacoli di danza in cartellone per le stagioni del Teatro Stabile dell’Umbria. In occasione di “Femina”, performance dedicata all’universo femminile ad opera della storica Compagnia Abbondanza/Bertoni, in scena al Teatro Francesco Morlacchi nel cuore del capoluogo umbro, gia sabato 14 e domenica 15 dicembre, il direttore del Tsu Nino Marino, il responsabile della programmazione danza del Tsu Marco Betti e l’assessore alla Cultura e vicesindaco di Perugia Marco Pierini, hanno illustrato nel corso di una conferenza stampa tutto il programma: 21 spettacoli per 30 repliche totali, 134 danzatori guidati da 30 coreografi in 14 teatri.

«La danza oggi nei teatri d’Europa è il linguaggio più amato e seguito – ha detto Marino – La capacità di interpretare e disegnare nuove forme in dialogo con il presente la rende più che mai viva e in comunicazione con il pubblico. Per questo il Teatro Stabile dell’Umbria con la sua programmazione nei cartelloni della regione vuole contribuire a diffondere la conoscenza di questa disciplina così necessaria per la lettura della complessità del vivere contemporaneo».
Portando i saluti dell’amministrazione, il vicesindaco Pierini ha affermato che «la programmazione del Teatro stabile dell’Umbria è un pezzo fondamentale della programmazione culturale della città e non si può che esprimere soddisfazione per la qualità del Cartellone sia per la prosa sia per la danza. Puntare così tanto sulla danza – ha continuato – può sembrare coraggioso, e senz’altro lo è, ma proprio quando si scommette sui linguaggi contemporanei i risultati sono molto positivi. La danza, inoltre, ha un pregio indiscutibile: tra le varie discipline è quella che meglio riesce a intrecciarle tutte ed è la più aperta alle collaborazioni».

La danza in Umbria ha una lunga storia che, in questi ultimi anni di attività, il Teatro Stabile dell’Umbria ha scelto di approfondire in linea con quanto accade nel più vasto panorama europeo, dove la danza ha assunto un ruolo di spicco nella programmazione dei più importanti teatri. In quest’ottica, il TSU ha costruito un interessante progetto che il Ministero della Cultura ha riconosciuto come il migliore, all’interno della sua categoria, aumentando di conseguenza il contributo che riconosce allo Stabile umbro. L’obiettivo principale del Tsu è quello di costruire canali di comunicazione con il territorio, riconoscendone le peculiarità e le necessità, lavorando per una crescita e per un rinnovamento del pubblico, puntando principalmente ai giovani.
«Siamo convinti che, proprio per la sua natura, la danza riesca a facilitare le relazioni tra le persone che, in questo periodo storico specifico, tendono a vivere isolate e che sempre di più dimenticano il proprio corpo – ha spiegato Betti – La danza, per eccellenza la disciplina artistica che si occupa del rapporto tra corpi in uno spazio, può giocare un ruolo fondamentale».

LA SFIDA DELLA NUOVA DANZA

Il Tsu ha scelto di intraprendere la “sfida culturale” di inserire nelle programmazioni dei più importanti teatri dell’Umbria i progetti di giovani compagnie sempre alla ricerca di nuovi linguaggi coreografici, che conferiscono loro la possibilità di rappresentare la multiforme realtà contemporanea, puntando tutto sulla qualità artistica nella convinzione che sia sempre vincente a prescindere dai generi. Ne sono un esempio artisti già molto presenti sulla scena europea come: Alessandro Sciarroni, Leone d’oro a Venezia e co-prodotto dalle maggiori realtà europee, Michele Di Stefano, Leone d’argento a Venezia e coreografo di punta della scena internazionale, Chiara Bersani, performer e autrice, Premio Ubu come miglior performer, attiva a livello internazionale sia nell’ambito delle arti visive che in quello della performing art, Cristina Rizzo una delle figure di maggiore rilievo della ricerca coreografica italiana, Adriano Bolognino uno dei giovani coreografi più talentuosi della scena italiana. In quest’ottica nasce Perché non Ballate? la rassegna in scena al Teatro Morlacchi dedicata alla nuova danza.

AGEVOLAZIONI CON UNIVERSITÀ, ACCADEMIE E SCUOLE DI DANZA

Per andare incontro alle esigenze del giovane pubblico, e cercando di aumentare il più possibile l’accessibilità alla programmazione della danza, sono stati elaborati accordi ad hoc con le università, le accademie e con le scuole di danza, che permettono agli studenti di poter assistere agli spettacoli al costo di 1 euro.
«Negli ultimi anni, per facilitare l’accesso allo spettacolo dal vivo – le parole di Betti – abbiamo scelto di programmare interventi che uscissero dai teatri, invadendo spazi pubblici, luoghi dell’arte e contesti naturalistici, in modo da poter intercettare, anche casualmente, nuove fasce di pubblico, in alcuni casi coinvolgendolo direttamente con progetti di comunità, laboratori e workshop. Sul tema dell’accessibilità e del coinvolgimento abbiamo attivato un importante percorso che sin dall’inizio ha riscosso un grandissimo successo: si tratta di Dance Well, un progetto di danza rivolto principalmente, ma non in modo esclusivo, a persone con parkinson, che si svolge ogni sabato da più di due anni presso gli spazi museali del Caos di Terni».

GLI SPETTACOLI

Sabato 14 dicembre alle 18 e domenica 15 dicembre alle 17 al Teatro Morlacchi di Perugia “Femina”, narrazione dell’universo femminile firmata dalla storica coppia della danza contemporanea italiana Abbondanza/Bertoni. «Con un travestimento posticcio e movenze minimali il flusso ci porta nel gioco dell’identità femminile – spiega Abbondanza – effeminando, maschizzando, disimbambolando le quattro interpreti. Scorporazione e incorporazione di se stesse e l’altra: due poli, due luoghi fisici sulle rive opposte dello stesso fiume. Complici del loro stesso apparire si specchiano l’una nell’altra restituendo movenze specchiate, compresse e rivestite da un accompagnamento sonoro che magnetizza e fluisce senza alcuna reale interruzione né spazio per la melodia ma solo per l’aridità del ritmo. Femina è lo spazio di traduzione e allucinazione in quadro scenico di possibili forme e nomi del donnesco e femmineo mondo contemporaneo».

Il 26 e il 27 marzo al Teatro Morlacchi di Perugia e il 23 marzo al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto ” Notte Morricone” di Aterballetto in collaborazione con l’artista Marcos Morau, spettacolo dedicato alla musica iconica del grande Premio Oscar (22 e 23 febbraio); due importanti coreografi come Hervé Koubi e Edouard Hue con due composizioni musicali eccezionali Bolero e L’uccello di fuoco per un programma unico condotto con virtuosismo dal Ballet de l’Opéra Grand Avignon.

Per la rassegna al Morlacchi “Perché non ballate?” dedicata ai nuovi linguaggi del movimento e della danza, dopo gli spettacoli già andati in scena è la volta di “Monumentum. The Second Sleep” seconda parte quartetto di Cristina Rizzo (21 e 22 gennaio), “Strangers in the night” di Carlo Massari (1 marzo) e “Save the last dance for me” di Alessandro Sciarroni (10 maggio).

Al Teatro Secci di Terni “Fauno”, lavoro legato al progetto Dance Well, lezioni gratuite di danza, a cadenza settimanale, rivolte principalmente a persone con parkinson (4 gennaio); la Compagnia Virgilio Sieni con “Sonate Bach di fronte al dolore degli altri”: undici travolgenti coreografie sul “dolore degli altri” (20 e 21 febbraio); “Seeking Unicorns” ideato, creato e interpretato dalla performer e autrice Chiara Bersani (12 aprile).

Al Teatro Excelsior Bettona “Dance Frames” di MM Contemporary Dance Company, serata composta da quattro coreografie di Adriano Bolognino e Michele Merola all’insegna del contemporaneo nelle sue varie declinazioni (24 gennaio).
Al Teatro degli Illuminati di Città di Castello la Compagnia Opus Ballet rende omaggio alla Divina Maria Callas con lo spettacolo “Callas, Callas, Callas” attraverso gli sguardi di tre coreografi dal linguaggio contemporaneo: Adriano Bolognino, Roberto Tedesco e Carlo Massari (26 gennaio).

foto di Aya Sakaguchi

Al Teatro Cucinelli di Solomeo “The idiot”, astratta trasposizione del romanzo di Dostoevskij a opera dell’artista giapponese Saburo Teshigawara, Leone d’Oro alla carriera della Biennale Danza 2022 (2 marzo).
Al Teatro Comunale di Todi “La sagra della primavera. Il rituale del ritorno”, un classico intramontabile della danza in uno spettacolo che unisce tradizione e sperimentazione, con la coreografia di Roberta Ferrara della Compagnia Equilibrio Dinamico (7 marzo).

Al Teatro Mengoni di Magione “Satiri”, nuova produzione della Compagnia Virgilio Sieni che vede due danzatori Jari Boldrini e Maurizio Giunti accompagnati dalla musica di Johann Sebastian Bach eseguita dal vivo al violoncello da Naomi Berrill (9 marzo).
Al Teatro comunale Luca Ronconi di Gubbio “Ballade” di MM Contemporary Dance Company, due inedite coreografie firmate da due autori italiani, Mauro Bigonzetti ed Enrico Morelli (16 marzo).

Al Teatro Concordia di Marsciano e al Teatro Caporali di Panicale, Balletto Civile con lo spettacolo “Davidson”, una messinscena danzata, una vertigine tra opera letteraria e teatro fisico, che si ispira alla sceneggiatura de Il Padre Selvaggio di Pier Paolo Pasolini (1 e 2 aprile).
Al Teatro della Filarmonica di Corciano in scena “Mohábbat” (sull’Iran) di Inc InNprogress Collective con la regia e la coreografia di Afshin Varjavandi: nello spettacolo, i danzatori costruiscono uno spazio sacro immaginario, una fortezza, o un rifugio, dove non esiste alcun tipo di crudeltà (29 marzo).

Già andati in scena: “Danse Macabre!” di Jacopo Jenna (15 novembre) e “Panoramic Banana” di Michele Di Stefano (29 novembre) al Teatro Morlacchi di Perugia, “Bayadère. Il regno delle ombre” del Nuovo Balletto di Toscana al Politeama Clarici di Foligno (6 dicembre) e “Recollection of a falling” di Spellbound Contemporary BaIlet al Teatro Manini di Narni (8 dicembre).

BIGLIETTI e INFO

È possibile prenotare al Botteghino Telefonico Regionale del Teatro Stabile dell’Umbria 075 57542222, dal lunedì al sabato dalle 17 alle 20. Acquisto online sul sito Tsu.

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