DI MARCO BRUNACCI
PERUGIA – Era il problema dei problemi. Cittadini indignati (alcuni), cittadini che rivendicavano il diritto a una prestazione più rapida (una grande quantità). Con il tema che è stato determinante per il cambio di maggioranza alla Regione.
Ecco perché è il momento di far suonare l’allarme e ricordare il tema dei ritardi nello smaltimento delle liste d’attesa in sanità ai nuovi governanti, a partire dalla presidente Proietti, che si è tenuta per sé la delega alla sanità, ed ha portato a palazzo Donini una direttrice di primo piano come Daniela Donetti.
È il momento di mettere fretta perché, per due mesi buoni, nessuno se ne è fatto un cruccio.
E i numeri sono inquietanti.
Il centrodestra ha fatto sapere che ci sono indicazioni molto preoccupanti. Arriveranno da zone vicine a Puntozero? E chi lo sa.
Ma visto che la campagna elettorale è finita, non è importante sapere a chi giovano politicamente questi numeri, è decisivo che ci si metta mano al più presto.
I dati in circolazione- in attesa di conferma – dicono che negli ultimi due mesi, con l’amministrazione nuova operativa, si sarebbe passati da 44mila e spicci di arretrati di settembre-ottobre – considerato un numero apocalittico in campagna elettorale – a più o meno al doppio.
Si rispondera’: mancava fino a giorni fa il nuovo direttore della sanità e l’organizzazione doveva essere messa a punto.
Allora: uno non pretende 100 ordini esecutivi in 24 ore, come ha fatto il.presidente Usa Trump, ma se la situazione della sanità era così drammatica come mai non si è intervenuto all’istante? E sono passati due mesi.
La salute degli umbri è quella che sta a cuore, non le chiacchiere della politica.
Allora guardiamo al futuro: se davvero oggi sono più di 80 mila gli arretrati, se le prestazione richieste sono 3 milioni all’anno (tante, ma l’Umbria è una regione di anziani) ed è quindi ragionevole pensare che senza programmi di emergenza (coinvolgendo come ovvio i privati e ira si può dire visto che la campagna elettorale è finita) restino indietro, ogni mese, 20-25 mila richieste, si può perdere altro prezioso tempo? Fosse anche un ‘altra settimana o anche solo pochi giorni?


