Au. Prov.
TERNI – «Sugli esiti dell’incontro a Roma del 30 dicembre scorso e sulle annesse prospettive legate all’accordo di programma, si è innescata una sequela di ipotesi e illazioni che hanno contribuito a ad alimentare dubbi e confusione». Dall’atto di indirizzo di FdI alla discussione in aula – in Terza commissione – con l’assessore allo sviluppo economico della Regione, Francesco De Rebotti.
«Il problema dei costi dell’energia è senz’altro un problema che riguarda tutto il sistema industriale e produttivo nazionale – sottolinea Marco Celestino Cecconi – per tornare su Ast e sull’accordo di programma, è noto a tutti (azienda compresa), sin dall’inizio, che – al riguardo – un intervento diretto del governo su questo fronte confliggerebbe con le normative europee e con i veti che tali normative impongono per escludere gli aiuti di Stato».
«Ma il punto è un altro e il punto è che l’accordo di programma riguarda il disinquinamento e non un accordo industriale in favore di Arvedi – interviene il sindaco Stefano Bandecchi – e Ast non deve fare altro che prendersi i soldi per disinquinare la città».
Per Bandecchi le condizioni per firmare l’accordo di programma ci sono dall’11 ottobre: «L’accordo ad ottobre era stato raggiunto e doveva essere firmato. Dissi al ministro Urso che non era possibile aiutare un’azienda e non le altre. Ora dico a lei assessore – rivolgendosi a De Rebotti – di impegnarsi con me a pretendere che Arvedi si presenti a firmare l’accordo. Arvedi a Cremona non ha chiesto sconti».


