di Marco Brunacci
PERUGIA – C’è una precisa iconografia bandecchiana. È un unicum il suo ultimo post lasciato ansare come un messaggio nel mare del web: neanche mezzo insulto o un doppio senso o una forzatura. Sorriso mai beffardo, tono piano, espressione – che il Signore ci perdoni – perfino garbata.
Così Stefano Bandecchi, sindaco in Terni e leader di Alternativa popolare, finora celebre per i suoi slanci da Rodomonte, si è accomiatato dal centrodestra.
L’inedito garbo col quale il sindaco ha chiuso questa alleanza, con ogni evidenza, fallita ha due conseguenze:
1.Toglie dell’imbarazzo il centrodestra che può tornare al punto di partenza.
2.Insieme all’imbarazzo toglie però ogni alibi al centrodestra umbro e lo precipita all’anno zero. Ora servono classe dirigente e programmi per essere all’altezza delle aspettative dei cittadini umbri. I quali, a sorpresa, su base regionale e soprattutto nelle zone dove conta meno il pubblico impiego e si trova lavoro anche al di fuori delle cooperative sociali, sono disposti a non votare più per l’Umbria dei “rossi per sempre”. Sempre che ci sia qualcosa e qualcuno da votare. Ce la faranno? Ecco, questo è un gran bel interrogativo. Partendo da Terni da dove è iniziata la disfatta (poi Perugia e la Regione, travolgendo tutti).


