di Marco Brunacci
PERUGIA – Benvenuto 2025, la politica umbra ricomincia da Assisi. A dare il via alla corsa a sindaco della città di frate Francesco, con aspetti di interesse regionale e per certi versi nazionali, un post di massima vicinanza alla sua città della neopresidente della Regione, Proietti,
che ha dovuto lasciare la carica. Ringraziando degli auguri per il suo compleanno ha scritto: «Sarò sempre grata alla mia amatissima città, Assisi».
E allora ecco cosa si muove, nel centrosinistra e nel centrodestra.
1.Il centrosinistra deve confermare il sindaco, sapendo che alle elezioni politiche e alle europee la città vota invece centrodestra.
La sindaca uscente Proietti, in agosto, ha chiesto garanzie perché fosse Veronica Cavallucci a prendere il suo posto, ma in politica sei mesi sono un’eternità. Il vicesindaco di Proietti, Valter Stoppini, non sembra intenzionato a farsi da parte, ma la novità sarebbe
rappresentata da Donatella Casciarri, attuale presidente del consiglio comunale, lady Rossetti, in quanto moglie dell’unico (saranno massimo due, se Federici resiste) direttore della Regione confermato nell’era Proietti.
La gioiosa “macchina da guerra” su cui ha potuto contare Stefania Proietti per la sua rielezione a sindaco, ma anche per l’ascesa a presidente della Regione, gira intorno all’asse Curia di Assisi (monsignor Sorrentino)-frati (sia della Basilica che di Santa Maria degli Angeli).
È evidente che il centrosinistra dovrà scegliere con cura il candidato o la candidata per ottenere il medesimo consenso. Casciarri formalmente è il Pd, ma gode di simpatie perfino bipartisan (la sua elezione a presidente del consiglio comunale avvenne anche con voti di
parte dell’opposizione).
2.Il centrodestra arriva – tanto per cambiare – in ordine sparso all’appuntamento. Ma ora pare intenzionato a giocarsi la partita e sa che può essere competitivo solo con un candidato che sia unitario e il più legato possibile alla società civile assisana.
Stefano Pastorelli rivendica la candidatura, dall’alto del numero dei voti di preferenza che ha ottenuto, nonostante il passaggio dalla Lega a Forza Italia, ma va da sé che il tavolo del centrodestra (che conta, oltre a Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, anche i civici di
Arcudi, l’Udc e Bandecchi), per quanto forti siano le insistenze di Forza Italia, non ratificherà mai una candidatura considerata divisiva. O almeno questo sembra.
Stesse difficoltà per Moreno Fortini, candidato nella lista Fdi alle regionali: non sembra avere quella unanimità indispensabile per sperare di vincere.
Ecco allora la società civile: si guarda alla famiglia Settimi, molto nota ad Assisi. Ma mentre Barbara Carli, che è stata consigliera in Provincia di Alleanza nazionale diversi anni fa, non pare abbia dato disponibilità, discorso diverso va fatto per il marito. Quindi
Settimi, al momento, potrebbe essere un candidato possibile.
Ma in giro c’è anche la voglia di guardare al passato, ai sindaci di centrodestra che hanno governato Assisi prima di Proietti.
Claudio Ricci ha avuto alterne fortune dopo due sindacature di successo ad Assisi. Ha perso la corsa in Regione per un pugno di voti contro Catiuscia Marini, ma i rapporti col centrodestra unito non sembrano davvero tra i migliori.
Discorso diverso per Giorgio Bartolini, che ad Assisi è stato una vera istituzione e ha, dalla sua, popolarità, esperienza e competenza.
Ahilui, non lo aiuta certo l’età. Ma se, nel centrodestra, qualcuno ponesse mente a Ciriaco De Mita, tutto potrebbe cambiare.
Umbria7 ricorda ai leader che devono decidere la candidatura vincente, che De Mita divenne sindaco della sua città (Nusco) a 86 anni – due più di Bartolini – per la prima volta e fu confermato a 91 anni. Ora fate un po’ voi.


