TERNI – Più che girare la grande ruota panoramica ruzzola, in un addio carico di polemiche. Con il titolare, Gabriele Donnini, che punta il dito contro Palazzo Spada e precisamente contro la finestra dell’assessora alla cultura Michela Bordoni, responsabile a suo dure del fiasco del villaggio di Babbo Natale.
«Le sole giornate di incassi sono state quelle di Sweet Pamepato» – dice Donnini. Peraltro un festival dedicato al dolce di Terni Igp che si è svolto a novembre, promosso da Confartigianato e organizzato da Pallicciardi, non dal Comune. «C’era tanta gente e noi abbiamo lavorato – conferma Donnini – per il resto è stata una rimessa».
Anche a ridosso di Natale i biglietti staccati sono stati davvero pochi. Insufficienti a coprire le spese. Quali spese? Oltre il trasporto (la grande attrazione è arrivata dalla Sicilia), il montaggio, il consumo energetico e il personale dedicato, va aggiunta l’occupazione di suolo pubblico. Perché sebbene la ruota faccia parte – volontà dell’assessora Bordoni – degli allestimenti di Natale e poi di San Valentino, non ha beneficiato di alcuno sgravio. «Per la verità ci era stato accordato un contributo economico, che però non è più stato formalizzato». «Almeno non abbiamo obblighi. E ce ne andiamo». Donnini non solo lascia Terni ma promette di non tornarci: «Non gira gente, non gira un turista. Ovvio che non giri neanche la ruota».


