Redazione Terni
TERNI – In pubblico il baciamano con Donatella Tesei e la stretta di mano con Giorgia Meloni. Ma a Stefano Bandecchi il matrimonio con la destra è andato sempre stretto. Tant’è che è durato tre mesi. Neanche il tempo del viaggio di nozze. Neanche il tempo di consumarlo. Anzi. A consumarlo ci hanno pensato i risultati elettorali disastrosi. Perché Stefano Bandecchi non ha toccato palla né nelle regionali in Liguria né in quelle per il rinnovo del consiglio regionale dell’Emilia Romagna né tantomeno dell’ Umbria.
I voti di Ap – molto pochi – non sono stati mai determinanti. D’altronde alle europee Bandecchi ha racimolato lo 0,39 per cento: un prefisso telefonico che non è ulite per nessuna chiamata. Ma quello che ha fatto saltare i nervi a Bandecchi e quindi il matrimonio, è stata la politica locale. Il sindaco di Terni, dopo aver stretto le mani della Meloni e di Salvini, pensava di aver trovato pace in consiglio comunale, così come in Provincia e al SII. Ma tutto questo non si è verificato. Nell’aula di palazzo Spada Fratelli d’Italia ha continuato a picchiare duro, allineandosi più alle posizioni intransigenti degli ex meloniani Orlando Masselli e Cinzia Fabrizi che a quelle dialoganti di Forza Italia. Una opposizione dura e pura che anche su atti amministrativi tipo quello di FarmaciaTerni per la fornitura dei medicinali per il canile di Colleluna.
Ma anche in Provincia le cose non sono andate meglio. Bandecchi è stato determinante per la nomina del vice presidente Francesco Ferranti e si aspettava altrettanta gratitudine per la presidenza nella successione alla Pernazza.
Ma Forza Italie e la destra tutta insistono sulla sindaca di Orvieto Roberta Tardani. Insomma di Bandecchi presidente della Provincia ne voglio fare a meno. Così come non se la sentono di mettere a capo del SII un tecnico di area Ap. Il matrimonio dunque naufraga per mancanza di reciproca fiducia. Perché anche a Bandecchi l’alleanza è stata sempre stretta. Lui si sente un uomo di destra ma sui diritti della persona e le libertà individuali è molto più vicino alla sinistra. Ora pensa di recuperare la posizione di centro e di volta in volta allearsi o con la sinistra o con la destra. Sulla vicenda di Ast è scattato, ad esempio, un feeling personale con l’assessore Piddino Francesco De Rebotti. I due si sono capiti al volo nella decisione di stanare Arvedi, che continua a cincischiare sulla firma dell’accorso di programma per Ast.


