Le celebrazioni di fino anno in Cattedrale

La messa di ringraziamento con il canto del “Te Deum” celebrata dal vescovo Soddu

TERNI – Nella Cattedrale di Terni si è svolta la celebrazione dell’antico inno del “Te Deum” per salutare l’anno 2024. Il vescovo Francesco Antonio Soddu ha celebrato la solenne messa di ringraziamento di fine anno con il canto dell’antico inno del “Te Deum”. Mons. Soddu: “Il nuovo anno che sta per aprirsi sia per noi benedizione e, per mezzo nostro, strumento di benedizione nelle famiglie, nelle aule scolastiche, nei luoghi di lavoro, negli spazi di incontro e di svago, in tutto ciò che compone la vita pubblica e sociale”.

Alla celebrazione erano presenti i canonici della Cattedrale di Terni, il parroco don Alessandro Rossini, la presidente del consiglio comunale di Terni Sara Francescangeli, gli assessori del Comune di Terni Viviana Altamura e Michela Bordoni, i rappresentanti delle altre autorità militari, dei cavalieri e dame dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, delle associazioni e movimenti ecclesiali. «Siamo invitati ad ascoltare con i pastori – ha detto il vescovo – in mezzo al frastuono delle tante voci e rumori che caratterizzano il nostro tempo, la voce degli angeli che annunciano anche noi la nascita della Vita vera, che illumina, riscalda, accoglie, abbraccia ed ama ogni vita. Come i pastori sentiamoci depositari privilegiati di un messaggio unico, che conferisce significato di gioia per la nostra vita. Questo ci aprirà e ci farà godere dello stupore di cui abbiamo sentito nel Vangelo. Stupore per la immensità di Dio che si fa presente nell’umiltà delle persone e delle cose. Inoltre l’anno giubilare appena inaugurato sarà per noi ulteriore motivo di ricomposizione del bene. La pace annunciata dagli angeli abbia in Dio il suo riferimento e nelle relazioni interpersonali l’applicazione concreta e non solo una chimera da inseguire.»

«Il sogno di molti, direi di tutti, ossia la pace – prosegue Soddu – è innanzitutto un dono che viene da Dio: “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama. È dono ma anche impegno, per il raggiungimento del quale nessuno può essere esente e sottrarsi. L’anno che sta per concludersi, purtroppo ha registrato l’incremento dei focolari di conflitti e di guerre; a questi vanno ad aggiungersi le diverse catastrofi naturali che, se non direttamente causate, sono comunque riconducibili al non rispetto della natura nella mancata salvaguardia del creato. Inoltre diventa sempre più preoccupante la violenza da parte dei giovani e giovanissimi».

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