Libdem e Orizzonti liberali fanno fronte comune anche in Umbria. «Pronti al polo alternativo ma fuori dal Campo largo»

Le parole dei coordinatori regionali, Enrico Bartoccioni e Alberto Tinozzi

A.M.

PERUGIA – Unire le forze per creare un polo alternativo ma non nel Campo largo.

Anche in Umbria Libdem Europei e Orizzonti liberali fanno fronte comune. A suggellare la collaborazione tra le due forze centriste sono i coordinatori regionali Enrico Bartoccioni e Alberto Tinozzi- «Come è noto – dicono – nelle giornate di sabato 18 e domenica 19 gennaio si è svolta ad Orvieto, l’assemblea nazionale di Libertà eguale, con importanti interventi da parte di esponenti di primo piano del mondo riformista italiano, primo fra tutti l’ex premier e commissario europeo Paolo Gentiloni. Il tema preponderante scaturito durante questi due giorni di incontri, è il risveglio dell’ala riformista all’interno del Pd ed il suo posizionamento nei confronti della segretaria Elly Schlein».
Proseguono Tinozzi e Bartoccioni: «Come Orizzonti Liberali e Libdem, nonostante molte tematiche di merito, ci vedano in posizioni similari, non condividiamo il metodo adottato per portare avanti le istanze liberali e riformiste. Ci chiediamo come un elettore, magari proveniente da quel mare magnum di aventi diritto, che non si è recato a votare, possa sperare che vengano perseguite tali istanze all’interno del Pd, un partito sempre più massimalista, arrivato a rinnegare il proprio passato e le riforme da lui stesso promosse».
Per i due coordinatori, quindi, è arrivato «il momento di riunire le forze, non per combattere in un Campo largo, nel quale l’unica cosa che accomuna è quella di essere all’opposizione di un governo estremista nei proclami ma conservatore e statalista nella sostanza. È necessario costruire un polo alternativo autonomo, capace di portare avanti battaglie tanto scomode quanto necessarie. È questo l’unico modo per poter essere di utilità alle prossime elezioni».
E ancora: «Dobbiamo riportare al centro del dibattito pubblico le tematiche che interessano in prima persona i cittadini. Su tutte il taglio e la revisione della spesa pubblica, con una conseguente drastica riduzione del carico fiscale e contributivo sulle imprese che producono e mantengono i servizi pubblici essenziali per la nostra collettività. Servizi, come sanità e scuola, che devono puntare ad efficacia, equità di accesso e sostenibilità. Siamo consci di avere oramai una sola ultima chance, prima che l’intero Paese sprofondi in un baratro senza ritorno».
Concludono i due referenti regionali: «In difetto, qualora non si intenda operare in coerenza con quanto professato, auspichiamo che almeno il termine “liberale” venga usato con più moderazione, e non inserito in ogni occasione, quando si fa un “distinguo” da una coalizione che, pur non piacendo, resterà comunque l’unico punto di riferimento politico».

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