TERNI – L’unica cosa di internazionale è l’installazione luminosa all’ingresso di palazzo Spada: Love. Per il resto niente. Pochissimi anche gli appuntamenti di livello nazionale.
Il cartellone degli eventi di San Valentino è stato presentato venerdì 31 gennaio, ma della città europea che vuole attrarre migliaia di visitatori non c’è traccia. Il “piatto forte” dell’offerta turistica e culturale è costituito dalle lotterie delle parrocchie, diligentemente riportare nel programma distribuito dal Comune di Terni e dagli appuntamenti in Bct dedicati ai libri di autori locali. C’è molta provincia, dunque, e pochissimo profilo nazionale se si toglie il concerto di Luca Barbarossa organizzato da Terni Città Futura e Argoo, il festival San Valentino Jazz – 16 concerti con artisti nazionali e internazionali in 9 locali – ideato da Fabrizio Zampetti e prodotto da Confartigianato, e poco altro. Davvero poco altro.
Lontanissimi i tempi nei quali – sotto la regia del super vescovo Vincenzo Paglia e l’assessorato agli eventi valentiniani del Comune – a Terni si esibivano Roberto Benigni, Fiorella Mannoia, Massimo Ranieri. Lontanissimi i tempi nei quali venivano premiate personalità internazionali come Mikhail Gorbaciov. L’unica vera attrazione della conferenza stampa di presentazione degli eventi valentiniani di venerdì è stato come sempre il sindaco Bandecchi, che per dare un po’ di contenuto al tutto ha dovuto parlare delle otto corsie della pista del camposcuola Casagrande e persino del museo delle armi. Love, Love, Love, ma poi la ciccia è stata le migliaia di pistole e di fucili esposti in Fabbrica d’Armi, con Bandecchi che è intenzionato a parlare con il ministro della difesa Crosetto per fare aprire l’agognato museo.


