Au. Prov.
TERNI – Il pranzo non è ancora servito – il bando non è ancora stato pubblicato – è già volano i piatti tra i sindacati e l’assessora alla scuola Viviana Altamura.
Sulle mense scolastiche è zuffa. E in ballo ci solo i «pochi» diritti delle lavoratrici del settore. Ad aprire le danze Cgil, Cisl e Uil, che in una nota congiunta smontano la presunta innovazione del bando del Comune. L’assessora Altamura, infatti, supportata dal sindaco Bandecchi, aveva sbandierato il presunto carattere innovativo della gara pubblica da oltre 12 milioni di euro. Ma le novità però sarebbero incentrare sull’alimentazione doc e non sulla tutela delle lavoratrici, alle prese con salari irrisori, con la sospensione della retribuzione nel periodo estivo, con l’incertezza del posto di lavoro.
I sindacati parlano di occasione persa e chiedono che si agisca sul bando in maniera tale da salvaguardare non solo lo stomaco degli studenti ma anche i diritti di cuoche e inservienti.Una richiesta che provoca la replica stizzita dell’assessora Altamura, che attraverso una nota istituzione usa il bazuca e accusa addirittura i sindacati di possibili interferenze sulla imminente gara.
La Altamura assicura che gli uffici del Comune hanno messo in campo tutti gli strumenti di salvaguardia possibili, fermo restando che è la normativa nazionale ad essere deficitaria e che il Governo Meloni non ha rifinanziato alcuni fondi che consentivano di erogare sussidi durante la pausa estiva.
«La clausola sociale inserita nei documenti di gara inoltre garantisce il riassorbimento del personale addetto – rende noto l’assessora Altamura – sempre ai sensi di legge. Riguardo alla natura contrattuale delle prestazione degli addetti al servizio, la norma prevede già in sede di gara che vengano applicati e rispettati i contratti collettivi di settore. Le stazioni appaltanti, come il Comune, hanno l’obbligo di verifica delle condizioni contrattuali, pertanto la giusta attenzione è stata posta nei confronti dei lavoratori, non potendo ovviamente intervenire lo stesso Comune in vicende contrattuali peraltro nazionali (di competenza del gestore del servizio), come non può essere prevista una contrattazione di anticipo nell’appalto, ovvero nella concessione, perché snaturata e inopportuna rispetto alle regole di scelta del miglior contraente, sempre ai sensi di legge.
Anche l’Amministrazione comunale auspica che le criticità di questo ma anche di altri settori vengano superate nelle opportune sedi, ivi compresi i periodi estivi di sospensione del lavoro, laddove è noto che questa applicazione contrattuale è regolamentata a livello di contrattazione nazionale e applicata non solo nella ristorazione scolastica ma anche in altri servizi e in tutto il territorio nazionale. Problematiche o criticità che emergono sempre a mezzo stampa durante le fasi delicate e attenzionate di pubblicazione delle gare sono intempestive, non opportune e dovrebbero invece emergere durante l’ordinaria gestione, per evitare interferenze che incidono sulla sana e trasparente gestione della procedura di gara. Qualora vi fossero casi specifici di non applicazione di norme contrattuali o criticità di settore, il Comune è sempre disponibili alla verifica puntuale».


