TERNI – Per uno spazio espositivo inaugurato nel 2004 mai si sarebbe pensato che ci volessero tutti questi anni per interventi relativi all’efficientamento energetico, al miglioramento acustico dell’auditorium e poco più. Invece ne sono passati cinque dall’ultimo evento ospitato nelle cinque sale di via Giordano Bruno. Peraltro in deroga: la certificazione antincendio era scaduta, perché quei 1.028 metri quadrati di parquet andavano trattati ogni 5 anni, invece la manutenzione è mancata e si è arrivati a ridosso dell’apertura del cantiere con tutta una serie di criticità che alla fine andavano risolte.
Ecco. Ora che i lavori di primo, secondo e terzo stralcio (per un totale di 620mila euro) sono di fatto ultimati – mancano piccole cose – c’è da risolvere tutto il resto compreso il trattamento del parquet. I tempi? I tecnici del Comune non se la sono sentita di fare previsioni. Il Rup Carlo Fioretti, durante il sopralluogo della Prima Commissione, ha parlato di un mese e 60mila euro necessari per il trattamento del parquet, se tutto va bene. Poi c’è il collaudo tecnico. Poi c’è il problema della carenza idrica, forse dovuta alla mancanza di pressione, che comunque andrà verificata. E poi e poi.. nessuno se la sente di programmare una mostra al Primavera per primavera. D’altronde al precedente sopralluogo (il 10 aprile 2024) tecnici e amministratori avevano ipotizzato la riapertura al massimo per la fine del 2024. Invece il Palazzo di Primavera non fiorirà nemmeno per la prossima primavera.




