Piazza dell’Olmo autogestita: il fantasma è il Comune  

Il progetto di riqualificazione a carico di privati è fermo: prima va abbattuto l’altro albero secolare

TERNI – Per piazza dell’Olmo c’è “solo” la passione di chi ci lavora e di chi vuole migliorare la propria città. Il progetto di riqualificazione di quella parte di centro che si riempie di giovani soprattutto nei fine settimana –  a cura dei commercianti di zona –  è redatto da tempo. Pronto per essere realizzato. Anzi. Ce n’è più di uno. C’è la proposta di rinverdire l’aiuola, c’è uno sponsor disposto a riportare l’ombra finanziando la ricostruzione della vela danneggiata da una tromba d’aria nel 2022,  ci sono i titolari delle attività economiche  in grado di far tornare bella la piazza.

Prima però va tolto l’altro olmo. La bella pianta secolare rimasta in piedi è  “condannata a morte”. Ha un cancro e va eliminata. Palazzo Spada lo ha reso noto il giorno stesso in cui ordinò ad Afor di  eliminare la gemella, ma sta ancora lì. Il fantasma è Palazzo Spada. Il desiderio di riqualificare la piazza è stato tradotto su carta tre anni orsono, dopo che una tromba d’arta si portò via una delle due tensostrutture, e sembra destinato a restare su carta ancora ancora.

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