Aurora Provantini
TERNI – Se non risolto, comunque l’inquinamento da polveri sottili nella Conca Ternana sembrava contenuto. Tanto che all’inizio della stagione invernale Palazzo Spada aveva ritenuto di non dover prendere neanche une delle classiche misure antismog. Niente limitazioni alla circolazione delle auto pi inquinanti (perché appunto a settembre il Comune faceva sapere che la situazione era in miglioramento e che nell’anno precedente il numero degli sforamenti era stato contenute), e in aggiunta l’ apertura della Ztl nei fine settimane dalle 9 alle 21, con un viavai di auto che ha destato perplessità non solo nei residenti.
In questi giorni il duro ritorno alla realtà. Con la diffusione dei dati delle centraline: tutte le stazioni di rilevamento prossime o superiori ai 39 sforamenti (limite massimo). Il paragone con il 2023 è impietoso. Incrementi del 70 per cento. Una situazione allarmante sia per quanto riguarda il Pm 10 che gli altri inquinanti, compresi quelli industriali rilevati nelle centraline di Prisciano e di Maratta.
In soldoni a Terni continua ad esserci un serio problema dovuto all’inquinamento industriale , da traffico veicolare e da caldaie per il riscaldamento. Un quadro angosciante che, se nei cittadini alimenta preoccupazione, nella politica alimenta battibecchi e zuffe verbali.
Scontro particolarmente duro tra il nuovo assessore regionale all’ambiente Thomas de Luca e il vice sindaco Riccardo Corridore.
De Luca è stato il primo ad intervenire. Con un approccio propositivo ha riepilogato i dati allarmanti, inoltrando al ministro dell’Ambiente una richiesta di revisione e rifinanziamento dell’accordo di programma per migliorare la qualità dell’aria nella regione, ad iniziare da Terni. Ma ecco che irrompe Corridore con fiamme e fuoco, accusando De Luca di voler «tagliare le gambe alle acciaierie di Terni»
Il vice sindaco accusa De Luca di un approccio ideologico e no lo ritiene in grado di affrontare questioni complesse come quella della convivenza tra ambiente e produzione industriale.
I Cinquestelle non ci stanno e replicano a brutto muso al numero due di Palazzo Spada, accusano Corridore di confondere l’accordo di programma di Ast con l’accordo di programma sulla qualità dell’aria. Due strumenti di pianificazione territoriale completamente diversi.
Uno a valenza regionale e imperniato sul sostegno (anche economico) antismog, l’altro invece incentrato specificatamente su Ast e sulla innovazione produttiva con ricadute sull’ambiente.
La zuffa comunque continua. Così come continua la diffusione di dati davvero allarmanti sull’inquinamento. Anche quelli relativi ai primissimi giorni del 2025 sono carichi di polveri e di elementi che certo non fanno bene alla salute dei ternani.


