Provincia di Terni, il Pd prova a volare sulle ali di Aquilini. E sul Sii tratta di nuovo con Bandecchi

L’ala paparelliana torna protagonista (Bori sarà contento?), ma il lavoro difficile sarà quello di Spinelli e Filipponi con Corridore, tornato da dove ha cominciato, dopo aver lasciato “le destre”

M.Brun.

Provincia di Terni e Sii, il Pd tratta con l’impresentabile Bandecchi (e visto che si trova, prova a fare anche un dispetto al giovane segretario regionale Bori, nel mentre è impegnato a fare il vicepresidente della giunta regionale).

  1. Se sono vere le informazioni top secret su una riunione di venerdì sera, il meglio Pd ternano ritiene di poter volare alla presidenza della Provincia di Terni sulle ali di Aquilini, il paparelliano al titanio sindaco di Montecastrilli (immaginate la felicità di Bori, ma anche quella di Di Gioia che già stava provando la fascia tricolore). Naturalmente serve il sì di Bandecchi e una bella trattativa col povero vicesindaco Corridore, di fronte al quale fino a ieri l’altro, qualunque esponente pur minimo, del centrosinistra poteva andare al suo cospetto solo se munito di corone d’aglio e il punteruolo aguzzo di legno di faggio. Ma questo non sarebbe la parte difficile (in politica va bene tutto quel che funziona, come va spiegato a quegli elettori che si bevono le sante bugie). Il difficile è trovare 61 firme per proporre Aquilini candidato for president. Mica potranno essere tutte del Pd (e mi sa che Di Gioia, piuttosto che firmare, dichiarerà di essere analfabeta). La prossima puntata si annuncia da non perdere.
  2. Invece la trattativa sul Sii è un “deja vu”. Dicono ci sia già una delegazione del popolo (3 Pd, con Spinelli e Filipponi) pronta a incontrare il Corridore di cui sopra, che se non si mette con “le destre” alla fin fine probabilmente è una brava persona. L’ultima volta l’accordo tra bandecchiani e centrosinistra prevedeva Di Gioia alla Provincia e un illustre esponente bandecchiano che se ne è andato sbattendo la porta (Filippetti) alla presidenza Sii. Fece saltare tutto il Pd da Roma. Oggi si sa che uno dei mediatori (Orsini) chiede che resti nel cda Silveri. Per il resto la domanda è: stavolta come andrà a finire? Già interessato Macchiavelli per un suo illuminato parere.

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