Un viaggio tra “Dei e funzioni d’onda” con Akelo

L’artista internazionale in mostra a Palazzo Carrara

TERNI – Andrea Cagnetti, in arte Akelo, dopo la personale del 2016 al Museo Archeologico “Claudia Giontella” torna ad esporre a Terni con l’allestimento “Dei e Funzioni d’Onda” a Palazzo Carrara. In occasione del CAU – Terni Festival Diffuso, organizzato e promosso dalle associazioni Tempus Vitae e Artem, con il patrocinio del comune di Terni e il sostegno della Confcommercio Terni. Le esposizioni sono curate da Franco Profili e Francesco Santaniello. La mostra sarà inaugurata il 1 febbraio 2025 alle ore 17 e sarà visitabile fino al 15 febbraio dal giovedì alla domenica con orario 16-19.

Il cuore dell’intervento di Akelo è nella splendida sala Apollo e Dafne di Palazzo Carrara dove i recenti lavori della serie di “Funzioni d’onda” dialogano con il ciclo di affreschi della seconda metà del seicento di Girolamo Troppa. Il programma CAU 2025 inizierà eccezionalmente a febbraio per terminare a novembre. Attraverserà diverse regioni per arrivare a fine 2025 con un progetto condiviso con realtà friulane a Gorizia e sconfinare in Slovenia a Nova Gorica, entrambe capitali europee della cultura.
Opere dell’artista saranno anche diffuse nel centro storico di Terni: gli Atelier Forme e Mintaka Studio ospiteranno altre sculture della stessa serie “Funzioni d’onda”, mentre diverse sculture antropomorfe e della serie “Dei” a cui l’artista lavora da anni sono protagoniste a Palazzo Mazzancolli nel cortile di accesso all’Archivio di Stato e nella Sartoria Matteo Ostili. Il ciclo di opere Funzioni d’onda realizzato da Akelo si ispira agli studi di fisica quantistica, a cui si è dedicato negli ultimi anni, a conferma della sua volontà di affiancare arte e scienza, arricchendo e completando i percorsi gnoseologici di entrambe. Sullo sfondo, l’inesausta ricerca – condivisa, peraltro, da artisti, pensatori e scienziati di ogni tempo e luogo – della dimensione altra, la sostanza intangibile celata dietro l’apparenza mutevole della realtà, il senso assoluto di quest’ultima. 

La ricerca artistica di Andrea Cagnetti trae origine e forza dalla memoria. Il passato ha sempre esercitato una forte fascinazione sull’artista. Il passato inteso non solo come repertorio di modelli iconografici o di stili aulico da mutare all’occorrenza, ma soprattutto come esemplare modus vivendi e operandi.

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