TERNI–Alla data del 20 gennaio non è successo niente. Ad oggi nessuno conosce i contenuti dell’accordo di programma. L’incontro a Terni tra Regione, Provincia, Comune e sindacati, è servito a ribadire l’importanza strategica di Ast e la volontà di non accettare rinvii.
«Si è ribadita – dice il presidente della Provincia Ferranti– la priorità che, a prescindere dalla questione dei costi energetici, l’Accordo di programma venga firmato entro la fine di febbraio e ne venga reso noto il contenuto. In caso contrario si è convenuto sulla possibilità di forme di composta mobilitazione per ribadire la compattezza di questo territorio così come già avvenuto in passato».
Con le segreterie territoriali di Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Ugl, che al termine del confronto con l’assessore regionale allo Sviluppo economico Francesco De Rebotti, il sindaco di Terni Stefano Bandecchi, l’assessore comunale Sergio Cardinali e il presidente della Provincia Francesco Maria Ferranti, annunciano un pacchetto di otto ore di sciopero, da programmare entro il mese di marzo, come prima mobilitazione «se non ci sarà una accelerazione positiva nell’iter per la sottoscrizione dell’accordo di programma per Acciai Speciali Terni». «Dalla parte sindacale – Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Ugl in una nota – abbiamo ribadito che non riconosciamo ulteriori slittamenti delle date annunciate dal ministro Urso, che ha individuato per la fine di febbraio 2025 l’iter per la sottoscrizione dell’accordo di programma. Abbiamo chiesto di conoscere il contenuto dell’accordo di programma e l’assessore De Rebotti ci ha comunicato che neanche lui ne conosce il contenuto, che negli uffici non risultano atti amministrativi che lo riguardano. Non è possibile che dopo tre anni questo stato di indeterminatezza possa essere scaricato di nuovo sui lavoratori, che al netto degli investimenti fatti, oggi comunque subiscono una riduzione dei costi che impatta sull’organizzazione del lavoro dei diretti e dell’indotto»


