TERNI – Corso Vecchio perde un altro pezzo. Chiude Thun, di fronte alla farmacia Cipolla. «Dal prossimo primo marzo il franchising si trasferirà definitivamente presso il centro commerciale Cospea Village, al primo piano» – c’è scritto sulla vetrina. Dei due punti vendita in città chiude quello in centro. Una moria inarrestabile nel cuore della città. Proprio il giorno di San Valentino di quattro anni fa abbassò definitivamente le saracinesche Piazza Italia (stessa via) lasciando al buio 2mila metri quadrati di superficie di vendita e mandando a casa nove dipendenti. Poi c’è stata la Gioielleria Beltrame a lasciare quella parte di corso Vecchio che da piazza della Repubblica arriva fino a via della Biblioteca. Per qualche mese il locale all’angolo con via San Pietro ha ospitato un negozio di telefonia, ma non ha retto neanche quello. Nel giro di poco se ne sono andati: un’autoscuola, un’agenzia immobiliare, un negozio di arredamento, l’Istore.
Tutt’attorno, sempre restando all’interno della Ztl, è stata una strage: si è svuotata la Galleria del Corso, hanno chiuso quattro bar e due ristoranti a pochi passi dal Verdi, le grandi catene lungo corso Tacito (Benetton, Terranova, Terranova Kids, Yamamay), Tavani in via Goldoni, Brums, L’ Aura, Cotogni Sport, Paccara, Gabriella boutique.
Alla fine dei saldi invernali, che stanno andando malissimo, si svuota anche Thun. Guarda caso dei due negozi, chiude quello in centro. Per molti un’ovvietà: i centri commerciali sono serviti da parcheggi gratuiti, sono bene illuminati, sono tenuti puliti.
Il centro, in sostanza, non è competitivo e le grandi superfici di vendita stanno avendo la meglio. Quali? Tutte quelle sorte nella immediata periferia dal Duemila ad oggi, tanto che la vecchia amministrazione comunale e l’attuale, solo limitatamente alla primissima fase, avevano scelto con l’atto di programmazione comunale, di limitare le autorizzazioni. Uno dei principali obiettivi era quello di rilancio dell’attrattività del centro cittadino dal punto di vista commerciale coerentemente con quanto previsto dal Quadro di Valorizzazione Strategico ed ampiamente descritto nel Dup. Lo scorso ottobre, però, il Comune di Terni ci ha ripensato. Ha deciso di modificare l’atto di programmazione commerciale concedendo molte più deroghe rispetto ai vincoli precedenti, dando risposta alla richiesta di imminenti insediamenti di medie dimensioni a Maratta e a Borgo Rivo con l’effetto di minare ulteriormente la già complicata sopravvivenza degli esercizi commerciali del centro.
Se è vero che è difficile per l’amministrazione locale contrastare la crescita del commercio elettronico o modificare i nuovi stili di consumo dei cittadini, è anche vero che sempre l’amministrazione comunale potrebbe prevedere azioni di rilancio del centro.








