Ast, apertura del ministro Giorgetti. Ma ora si devono fare i conti anche con i dazi Usa

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Il ministro del decisivo Mef in contatto col Gruppo di Cremona. Il ruolo di Enel. Giorni decisivi sui vari tavoli del confronto

di Marco Brunacci

TERNI – Il Governo nazionale muove sulla vicenda dell’Ast. Non solo l’impegno del ministro Urso, ma da queste ore anche l’apertura del decisivo Mef, col ministro Giorgetti.
La disponibilità a discutere di Giorgetti direttamente col Gruppo di Verona va considerata una rilevante novità nella complessa situazione delle acciaierie ternane in attesa da mesi di un Accordo di programma.
Giorgetti è l’uomo di denari del Governo e con lui è più facile trovare strade percorribili.
Tenendo presente che il cavaliere Arvedi si è attivato personalmente per trovare ulteriori risorse. Anche se da qualche ora è necessario anche fare i conti con gli effetti dei dazi sul mercato mondiale sull’acciaio.
L’idea base resta quella di realizzare l’accordo di programma come era alle origini, quindi decarbonizzazione insieme al rilancio del megnetico, per dire i due capisaldi dell’impegno.
È poi indispensabile che ci sia un atteggiamento positivo da parte dell’Enel, perché è chiaro a tutti che non si procede verso la svolta positivo senza fare chiarezza sui costi dell’energia, che così tanto penalizzano le imprese energivore italiane rispetto ai competitor internazionali.
Sono giorni decisivi. E finalmente si inizia a vedere il positivo impegno di diversi protagonisti. Non abbastanza per intravedere una svolta e neanche una vera e propria schiarita. Magari però all’orizzonte di Ast si segnala da oggi qualche nuvola nera in meno.

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